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Trino dice no alle centrali a biomasse e stop a siti e impianti nucleari

No alle centrali a biomasse e nuovo no a quelle nucleari. In questi ultimi tempi in città si discute molto degli impianti di produzione di energia. L’assessore all’Ambiente Massimo Negri e l’assessore alle Attività Produttive Mario Burrone tornano sulla decisione di respingere la richiesta della Pangea Green Energy comproprietaria delle 4 società che avevano inoltrato richiesta di insediare 4 centrali ad oli vegetali sul territorio trinese. La Conferenza dei Servizi del 22 settembre si era espressa contro l’insediamento ed ora arriva la conferma dalla Provincia. Il sindaco di Trino, Marco Felisati, proprio in sede di Conferenza dei Servizi aveva spiegato che: «Un attività imprenditoriale deve essere condivisa dal territorio. Il Comune invece, non è stato neppure informato della possibile vendita del terreno da parte di Nordind ai proponenti». Burrone e Negri sono soddisfatti: «La Conferenza, sulla base di quanto emerso, e tenuto conto delle osservazioni e note avanzate dagli enti e soggetti invitati e dell’istruttoria tecnica effettuata dagli uffici provinciali, ha ritenuto di proporre l’adozione del provvedimento di rigetto del progetto esaminato. Sostanzialmente per questi motivi: la configurazione della proposta non è compatibile con il P.I.P. Comunale; non è definita l’area relativa alla proprietà di ciascun proponente; il livello di progettazione non soddisfa le caratteristiche di progettazione definitiva per tutti gli aspetti. Il Comune di Trino aveva sempre espresso parere negativo, per una serie di motivi. Ma parere negativo è arrivato anche dall’Arpa, che ha espresso in un documento molto articolato le proprie ragioni». l Comune di Trino, concludono gli assessori «ha sostenuto l’incompatibilità con la norma urbanistica e gli altri enti rappresentati in conferenza dei servizi hanno sottolineato col nostro Comune come le carenze progettuali e il mancato confronto con gli enti locali abbia prodotto questo risultato negativo. Il Comune ha sempre sostenuto la sua posizione contraria all’operazione». Un presidio davanti al municipio Stop ai progetti delle biomasse ma anche un no secco al ritorno del nucleare. La scorsa settimana il sindaco Felisati è stato a Roma per un incontro con i vertici di Sogin che hanno confermato di voler proseguire con gli interventi di smantellamento della centrale “Enrico Fermi”. Intanto Legambiente - Pro Natura – Wwf - Lipu hanno deciso di organizzare una manifestazione per domenica 7 novembre che ha come titolo “Il Piemonte, oggi come 23 anni fa, dice no al nucleare”: a distanza di oltre vent’anni dal referendum che bocciò il nucleare sono previsti presidi alle ore 10 a Saluggia (davanti al municipio), alle 12,30 a Crescentino (pranzo antinucleare collettivo) e alle 15 a Trino (davanti al municipio). Sulla questione del nucleare intervengono, con una lettera al giornale, anche i rappresentanti del Gruppo Senza Sede: «A Trino, dove si convive da cinquant’anni con la Fermi e le sue scorie, custodite in superficie in capannoni vulnerabili, ci sono coloro che, contrari al nucleare, non hanno mai smesso di darsi da fare, (azzardiamo un 17%?), i sensibili al tema ed attenti a muoversi solo quando intravedono vantaggi (forse un 28%?) e gli ignavi, i fatalisti, a cui da noia sentirne parlare (un buon 55%?). Noi intendiamo comunque fornire informazioni e porre interrogativi. Una centrale nucleare costa circa 5 miliardi di euro, per essere competitiva deve funzionare a pieno ritmo, un ritardo di sei mesi nell’accensione comporterebbe una perdita economica di oltre 100 milioni di euro». «Una sicurezza affidata ai “beati”» Il sottosegretario allo sviluppo economico Saglia, ha annunciato «che entro gennaio 2011, si conosceranno i nomi dei primi due siti, (forse Trino e Montalto di Castro?). Intanto mancano le delibere del CIPE sulle tipologie degli impianti e non sono definiti i criteri costitutivi dei consorzi di imprese, che entrerebbero nelle gare d’appalto. A Krsko in Slovenia a 100 chilometri in linea d’aria da Trieste, è in funzione una centrale nucleare dal 1983 e si progetta la costruzione di un nuovo reattore. Qui il Comune ha investito per la sicurezza dei cittadini, 40 milioni di euro, (da noi pare si chiamino “fondi di compensazione”, hanno forse qualche parentela con quelli andati in panisse?)». A Trino, si chiedono i Senza Sede, «è mai esistito un piano per fronteggiare anche una minima emergenza o un piano di evacuazione, rivolti alla popolazione? È mai stata fatta una simulazione di evacuazione della città o di parte di essa? Le nostre garanzie di massima sicurezza consistono in raccomandazioni alla beata Maddalena, alla beata Arcangela, al beato Oglerio, a San Bartolomeo? O nemmeno quelle? Abbiamo semplicemente sfidato il fato? Saremo condannati a sfidarlo in eterno?».

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