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Consiglio comunale

Un'area di stazioni di ricarica per auto elettriche in piazza Venezia

La porzione messa a disposizione di Enel X Mobility Hpc sarà quanto un campo da calcio

Un’area dedicata alla ricarica al alta potenza delle auto elettriche in piazza Venezia. È l’idea dell’Amministrazione casalese, espressa lunedì sera in Consiglio comunale, sulla quale, però, si è consumato uno scontro con la minoranza. A presentare la proposta, che segue un protocollo d’intesa sottoscritto con Enel X Mobility Hpc, è stato l’assessore all’Urbanistica Vito De Luca che ha promosso la decisione «in attesa della destinazione urbanistica dell’intera area»: «Le ricariche già presenti sono a bassa potenza: i tempi necessari sono diverse ore, con questa i tempi si abbassano. È un incentivo forte a valutare l’opportunità di investire in auto elettriche». 

Se, dalla maggioranza, Francesco Mazzucco (Difesa e Ripresa) ha sposato il progetto, dalla minoranza, Giorgio Demezzi (Ritrovare Casale) ha subito espresso riserve soprattutto in relazione al fatto che, al momento, poco è trapelato sui dettagli: «Il protocollo prevede un impegno del Comune a mettere a disposizione a titolo gratuito e senza pagamento di corrispettivo alcuno una porzione di area della lunghezza di 100 metri: non è nota la larghezza né il numero di colonnine». Inoltre, Demezzi, che ha notato come questo progetto metta fine all’idea di una nuova caserma dei Carabinieri su quell’area, ha portato alla luce che, a seguito di visura camerale, la società risulta costituita a giugno con un capitale sociale di 10mila euro e, alla voce “stato attività”, risulta “inattiva”: «L’Amministrazione si è resa conto di aver concluso accordi con una società che opera inattiva?».

Il sindaco Federico Riboldi, chiedendo la parola, ha subito tentato di smorzare sul nascere le polemiche: «La società, di proprietà di Enel, lavora in investimenti che possano incentivare la mobilità elettrica. Abbiamo avuto la fortuna di essere selezionati per l’inserimento di una di queste stazioni: è un investimento da 500mila euro a carico di Enel X. Non riesco a comprendere la ratio di dover discutere sull’installazione di una stazione di ricarica con zero costi da parte dell’Amministrazione». Sulla stessa linea anche Giampiero Farotto (FdI): «Nel momento in cui riqualifichiamo una piazza come piazza Venezia era indispensabile dare un punto di ricarica per le auto».

Interventi che non sono bastati a placare l’opposizione. Per Luca Gioanola (Pd) «per parlare di un approccio ambientalista bisogna capire bene di cosa stiamo parlando e con gli elementi che abbiamo oggi in mano non si può dire. Di piazza Venezia si è parlato molto, ci sono stati detti grandi progetti, di una progettazione con le associazioni. Questa modificazione sembra un po’ buttata lì: iniziamo a fare quello e poi il progetto lo vedremo…». Idem per Roberto Milano (Pd): «Non ci stiamo proiettando verso la salvezza dell’ambiente: la politica ambientale è un’altra cosa. Forse siamo nel campo di politica industriale: abbiamo insediato un’industria senza posti di lavoro e un oligopolio nella fornitura dell’energia».

Il capogruppo della Lega, Alberto Drera, però, ha chiarito al Consiglio in merito alle (notevoli) dimensioni dell’area: «In Commissione l’assessore l’ha detto chiaramente che la dimensione sarà pressapoco quella di un campo da calcio». Da Drera, inoltre, la frecciata al Pd: «Ho sentito parlare di un green farlocco, lo stesso green da prima pagina lo ha fatto il sindaco di Bari del Pd che ha siglato il medesimo protocollo d’intesa, o il sindaco di Fabriano del M5s o di Carpi dei Verdi-Pd-ArticoloUno. Ci sono sindaci di città importanti che perseguono questa strada: mi vien da pensare che siano scelte utili per la cittadinanza».

Scoppiettante l’intervento di Fabio Lavagno (Pd): «È il grande gioco di piazza Venezia, fai la tua puntata, gira la ruota: una volta la caserma, una volta lo skatepark, una volta un parco, una volta un parcheggio, una volta la stazione di ricarica… In quello spazio ci sta tutto, non sai cosa ti capita - ha esordito l’ex deputato - Ci dite che su quell’area non avete ancora deciso cosa fare: l’abbiamo capito. Qui di fatto c’è una cessione di sovranità, di uno spazio più o meno grande per farci più o meno non sappiamo cosa. Non si può mascherare dietro politiche ambientali ragioni di natura commerciale che una società persegue. Consigliere Drera, la informo che 3 Comuni su 8mila in Italia non sono tanti. Non coprite e ammantate tutto con valutazioni ambientali, state sul tema: non rivendicate la bontà delle scelte come un dogma, ma spiegateci le vostre scelte. Le idee chiare non mi sembra che le abbiate». 

«Non significa che in piazza Venezia ci può stare tutto - ha detto l’assessore De Luca in chiusura di discussione - Stiamo lavorando alla definizione complessiva dell’area, ma allo stesso tempo non volevamo perdere la possibilità di dare un servizio ai cittadini senza che il Comune ci mettesse dei soldi».


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