Larve di zanzara a dicembre. Ritrovate in fossi e pozze. Intanto mercoledì è stato sottoscritto l'accordo di programma triennale dalla Regione e dalle province
di Massimiliano Francia
Larve di zanzare nei ristagni d'acqua, in fossi e pozze. Sono state ritrovate nei giorni scorsi, complice la temperatura mite che ha caratterizzato l'autunno consentendo la schiusa delle uova deposte la scorsa estate, spiega Andrea Mosca, biologo, tecnico da anni impegnato nella lotta.
Che le larve possano restare «in sonno» anche per anni, fino al momento in cui si creano le condizioni ambientali e climatiche per la nascita di una nuova generazione di insetti è cosa nota. E proprio per questo uno dei progetti sperimentati in questi anni, quello elaborato dall'assessorato all'Agricoltura della Provincia di Alessandria, prevedeva tra le altre cose l'aratura profonda delle camere di risaia, così da contrastare la progressiva «colonizzazione» del territorio che - di anno in anno - gli insetti attuano disseminandolo di uova.
Una situazione, quella climatica attuale, che potrebbe essere sfruttata allargando le risaie e inducendo così la schiusa con nessun rischio, praticamente, di vedere sfarfallare le larve, perché con queste basse temperature si mantengono tali a lungo, anche per settimane.
Dopo la schiusa infatti l'acqua verrebbe eliminata e le larve finirebbero inevitabilmente sterminate.
Una pratica che potrebbe essere perlomeno sperimentata, ma che a causa della scarsità di acqua, pare, non può essere realizzata.
Intanto mercoledì mattina la Regione Piemonte e le Province di Asti, Alessandria, Biella, Novara, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola hanno sottoscritto a Casale l'accordo di programma finalizzato al coordinamento e alla attuazione di un piano pluriennale di lotta integrata alle zanzare, che riguarda i trattamenti in area risicola e quelli in aree urbane ed extraurbane.
L’accordo definisce le strutture di indirizzo, coordinamento, attuazione e controllo dei programmi di intervento sul territorio regionale; stabilisce gli obblighi dei soggetti coinvolti; determina le modalità di coinvolgimento degli operatori agricoli nel tavolo tecnico; ripartisce infine l’impegno finanziario previsto tra i soggetti firmatari.
La presidente della Regione Mercedes Bresso ha ricordato i buoni risultati ottenuti nel 2007 e l'importanza di realizzare una lotta integrata dal punto di vista della metodologia ma anche territoriale.
L'auspicio naturalmente è che i risultati siano positivi anche nel 2008.
Lo scorso anno le temperature miti e la direzione dei venti (dalla zona disinfestata verso le risaie non trattate e non viceversa, come negli anni precedenti) favorirono la lotta limitando gli spostamenti degli insetti, ma secondo la Regione è stato importante anche la metodologia di lotta.
Mino Taricco, assessore all'Agricoltura, ha infatti messo l'accento su una delle criticità che storicamente hanno limitato l'efficacia dei trattamenti, la frammentarietà, perché le zone disinfestate erano comunque ostaggio delle zanzare provenienti dalle aree limitrofe.
Altra questione che da anni viene individuata come uno degli snodi fondamentali sono i metodi agronomici, il ciclo di breve di allagamenti e asciutte.
Per questo occorre «spostare l'attenzione sugli interventi agronomici», per riorganizzare la spesa e coprire più ettari con benefici maggiori, ha detto l'assessore.
Lido Riba, presidente dell'Ipla, ha sottolineato l'esigenza di mettere a fuoco uno schema per «aggredire le cause del problema per restituire vivibilità a una zona del Piemonte su cui c'è un piano di sviluppo che non è più agricolo ma rurale», mentre il direttore dello stesso istituto Mario Palenzona ha sottolineato l'importanza del coordinamento degli interventi e del coinvolgimento dei risicoltori che nel primo anno hanno consentito di trattare ben 20mila ettari con consistenti risparmi sui costi e – a parità di stanziamenti – una maggiore superficie trattata.
Un Comitato Tecnico Scientifico Regionale (CTS), recentemente costituito e di cui fanno parte esperti qualificati – evidenzia ancora la Regione - ha poi il compito di individuare le nuove sperimentazioni e le tecniche di lotta.
L’accordo prevede un finanziamento annuo da parte della Regione di 7 milioni di euro, cui vanno aggiunti 500 mila euro circa messi a disposizione dalle Province.
Nel nel 2007, 6 milioni di euro sono stati destinati agli interventi nelle aree risicole, dove gli interventi sono stati gestiti attraverso un unico progetto su scala regionale, e un milione e mezzo alle aree urbane ed extraurbane, per le quali la lotta contro le zanzare si è invece basata sui progetti presentati da parte di enti locali singoli o associati (complessivamente 18 progetti e 227 Comuni coinvolti). I trattamenti effettuati in territorio urbano ed extraurbano sono stati finanziati per il 50% dalla Regione Piemonte e per l'altra metà dagli enti aderenti ai progetti.