Il Tribunale ha pochi costi e allora perché accorparlo?
di Pier Luigi Buscaiolo
Il costo di ristrutturazione degli edifici di Alessandria che dovranno ospitare i processi di Casale, sarà più elevato del mantenimento del Tribunale nella nostra città. E allora perchè si vuole accorparlo? In un periodo di forte crisi economica, di tagli e risparmi della spesa pubblica non si capisce il motivo di questa iniziativa.
Dalle istituzioni pubbliche agli ordini professionali, alle associazioni di categoria, c’è la ferma volontà di opporsi all’accorparmento, decisione che dovrà essere presa a Roma.
E visto che per il Casalese non ci sono “santi in paradiso”, bisogna rimboccarsi le maniche e trovare una soluzione.
Il progetto di Pietro Caire (nella foto in alto), presidente dell’Ordine degli Avvocati di Casale, per una revisione del Circondario del Tribunale pare abbia trovato concordi i politici a livello provinciale: «Tengo a ribadire - commenta Caire - che il nostro progetto, in ossequio alle volontà ministeriali di revisione della geografia giudiziaria, pur opponendosi ai tagli “lineari” propone concretamente una soluzione che a costo zero consentirebbe la sopravvivenza del nostro Tribunale e quindi del relativo servizio per città e territorio, con recupero di funzionalità e risparmio. L’accorpamento del circondario di competenza di Chivasso a Casale, infatti, non comporterebbe alcun costo aggiuntivo al Tribunale Casalese che anzi potrebbe con l’arrivo di nuovi magistrati sviluppare l’invocata specializzazione di cui alla legge delega».
«Questa mattina (ieri, giovedì n.d.r.) - spiega il consigliere provinciale Nicola Sirchia (nella foto in mezzo) - in Commissione provinciale è stato raggiunto un buon risultato: dopo la presentazione di due documenti per la salvaguardia dei Tribunali minori, si è raggiunto il consenso su un unico documento che sposa proprio la linea dettata dal progetto proposto da Caire. Ma non ci fermiamo a questo: convocheremo un altro incontro in Provincia chiedendo la presenza dei parlamentari, rappresentanti della Regione, Ordini degli Avvocati di questa zona per dibattere il problema e inserire le proposte e le iniziative da intraprendere in un testo unico da far approvare al Consiglio».
Sottolinea Sirchia: «È importante coniugare le esigenze di contenimento dei costi con quelle di fornire un adeguato e efficiente servizio ai cittadini. È indispensabile avviare celermente un dialogo con i territori, ascoltando, tra le altre, le ragioni degli operatori della giustizia che, dati alla mano, sostengono che la soluzione di un unico tribunale per l’intera provincia di Alessandria, non rappresenterebbe un risparmio di costi, ma al contrario ne potrebbe generare di nuovi».
La Provincia, conclude Sirchia, potrebbe chiedere al Governo «di aprire un tavolo di confronto sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie con i rappresentanti dei territori, al fine di giungere a una soluzione condivisa per conseguire l’obiettivo primario di migliorare il funzionamento della giustizia».
Insomma «facciamoci sentire e battiamo i pugni sul tavolo: abbiamo titolo per farlo» come dice l’avvocato casalese Gianni Conti (nella foto in basso) che in una lettera al giornale (pubblicata a pagina 15) stigmatizza: «Attualmente, in mancanza di delegati ai quali rivolgersi, ciascuno di noi (ancorchè privo dei privilegi della carica!) è parlamentare del nostro territorio».