La lettera: il programma per il futuro di Casale lo scrivano i cittadini
di Flavio D'Andria
Caro Direttore,
Potrà sembrare una coincidenza ma così non è.
I suoi editoriali che periodicamente arricchiscono la prima pagina del giornale, altro non sono se non un bollettino medico sulla stato di salute di un illustre infermo: il nostro territorio.
Ancora una volta la sua prognosi non lascia intravedere una pronta guarigione, senza per altro indurre ad una patologia irreversibile: il malato è grave ma il recupero è possibile se la terapia sempre in fase di formulazione darà i risultati auspicati e se non si manifesteranno crisi di rigetto per il futuro di Casale.
Lei giustamente lamenta che l'esito delle recenti elezioni politiche chiuderà per la seconda volta consecutiva le porte del Parlamento ad un rappresentante diretto del Monferrato Casalese: è una rincresciosa costatazione di un dato di fatto che, a mio parere, trova le sue motivazioni anche nelle scelte dei partiti ma che implicano soprattutto per il candidato di avere nel carniere una lunga e costruttiva esperienza di governo del proprio territorio di appartenenza. Una volta conquistato lo scanno è imperativo poi battersi con ogni mezzo disponibile e, se necessario, anche contro le logiche di partito, per ripagare concretamente il proprio collegio, se si vuole essere coerenti con il mandato ricevuto e meritarsi altri e più forti consensi.
La sua attenta disamina ci prospetta poi i timori per una lunga campagna preelettorale in vista delle elezioni comunali e provinciali del 2009.
La magnitudo del recente sisma politico che ha contraddistinto le elezioni politiche ed il conseguente riassestamento degli emicicli di Camera e Senato, non potranno non avere ripercussioni sulla platea politica Casalese.
Nel numero de "Il Monferrato" in edicola il 22 aprile, l'articolo di Francia è stato la base di lancio dei primi "palloni sonda" e prontamente il 25 aprile il suo Giornale accoglieva la reazione di "Nuove Frontiere". E' solo l'inizio delle grandi manovre che, giustamente La preoccupa: la sinistra radicale come reagirà localmente alla débacle subita a livello nazionale? I partiti che si riconoscono nella coalizione del Partito Democratico riusciranno ad esprimere un solo candidato sindaco? Il Popolo della Libertà riuscirà a trarre profitto dal risultato nazionale per tentare di conquistare finalmente Palazzo S. Giorgio? E fra le probabili liste civiche ci sarà quella così forte da fare una scalata in solitario o attenderanno tutte il ballottaggio per sperare di costituire l'ago della bilancia?
Lei invoca scelte rapide sulle candidature che consentano una campagna elettorale fatta sui programmi.
Qui parte la mia proposta che potrà sembrare una provocazione ma che tale non è: e se il programma di governo venisse scritto - o meglio - descritto dai cittadini? Come? Attraverso un Forum, di preferenza sul sito de "Il Monferrato" ma anche sul giornale stesso per chi non avesse dimestichezza con gli strumenti informatici. E' già stato attivato in altre occasioni ma in questo caso richiederebbe una migliore gestione e regia. Le regole del "gioco" dovranno essere dettate dall'amministratore del Forum e dovranno essere rispettate dai partecipanti perché i propri contributi vengano presi in considerazione.
Se la maggioranza dei Cittadini, dal diciottenne che si affaccia al voto per la prima volta e vuole essere propositivo nell'indicare le aspettative della sua generazione, all'imprenditore che vuole trovare proposte concrete per lo sviluppo dei suoi interessi industriali nel territorio, al commerciante, al libero professionista, all'operatore di servizi sociali e formativi, si impegnassero a dare il loro fattivo contributo, ci troveremmo ad avere un elenco di problematiche che, opportunamente schedate per argomenti, potranno certamente costituire un documento di imprescindibile considerazione da parte del candidato sindaco.
Il cittadino potrà cosi rivendicare un ruolo propositivo nel futuro governo della Città dettando gli interventi prioritari che ritiene importanti e il gradimento del candidato dovrà essere commisurato anche alla sua disponibilità di conglobare nel suo programma le indicazioni ricevute.
Nel suo Editoriale Lei indica già alcune direttrici sulle quali muoversi: le opportunità da cogliere in campo turistico-culturale, la consacrazione del paesaggio vitivinicolo, le sfide legate alla ricerca delle energie alternative.
Lungi da me la pretesa di essere esaustivo, mi permetto di aggiungerne alcune per contribuire al dibattito: la definitiva messa in sicurezza del territorio; l'imprescindibile equiparazione delle circoscrizioni con parità di diritti e azzeramento di ogni subordine; l'istituzione di un assessorato o di una delega per gli "affari esteri" che sappia tessere e ottimizzare i rapporti con le istituzioni superiori nazionali ed europee: amministrazioni comunali non lontane da noi hanno saputo attirare su di loro ed utilizzare a dovere non pochi contributi del Parlamento Europeo; una forte rivalutazione del nostro patrimonio artistico e culturale che sia in grado di attrarre nuove schiere di turisti ai quali offrire anche - ma non solo - il meglio della nostra tradizione eno-gastronomica.
"Proviamo a riprendere il treno per Milano" è il titolo dell'Editoriale. Ebbene se riuscissimo a dare più voce e peso alle istanze del Cittadino, evitandogli di essere un soggetto passivo delle scelte dei partiti, lo stesso diventerebbe il "loco-motore" non solo del treno per Milano ma anche per altre mete fino ad oggi precluse ma sempre ambite.