È datata 26 gennaio l’ordinanza del Comune, guidato da amministratori d’area leghista, che recepisce e definisce l’attuazione delle norme legislative statali inerenti la disciplina sull’ospitalità del cittadino straniere e in materia di iscrizione anagrafica nel registro della popolazione residente.
Quotidianamente la cronaca nazionale esprime la posizione della Lega Nord sul tema dell’immigrazione e nel Monferrato, Lino Pettazzi, sindaco di Fubine ne segue la linea politica.
Ha costituito quindi una commissione apposita, di cui fanno parte, oltre al sindaco, il messo comunale e il funzionario dell’anagrafe, che ha steso l’ordinanza.
«Il tasso di presenze di cittadini stranieri nel nostro Comune è da sempre molto alto. Fubine oggi conta 1694 abitanti di cui 215 sono di provenienza estera. E questi sono i numeri certi, perché poi vi sono gli irregolari, ogni giorno vediamo facce nuove in paese. È necessario, anche per motivi di ordine pubblico, verificare che si rispettino le leggi in merito. Il primo Comune che ha questo percorso è stato quello di Cittadella di Padova, seguito poi da altri Comuni del Veneto e della Toscana. Quest’azione ha destato interesse presso colleghi sindaci che mi hanno contattato per avere informazioni su come procedere per formulare un’analoga ordinanza».
Dunque a Fubine chi fornirà alloggio a cittadini stranieri dovrà denunciare l’ospitalità all’autorità locale di pubblica sicurezza entro 48 ore, comunicandone la durata (temporanea o a tempo indeterminato) e garantendo che i locali d’alloggio abbiano i requisiti richiesti in merito alla dimensione. Il cittadino straniero dovrà produrre la documentazione attestante l’attività lavorativa subordinata o autonoma esercitata, cioè la garanzia di un reddito certo per sé e per la propria famiglia.
Le norme variano a seconda della provenienza, cioè se il cittadino straniero proviene da paesi della comunità europea o da paesi extra comunitari.