A sette anni dall'alluvione 2000, "il dissesto idrogeologico si è aggravato"
“Dal 2000 a oggi in Piemonte e Valle d’Aosta la condizione di dissesto idrogeologico non è migliorata, anzi si è aggravata". Lo ha detto Vanda Bonardo, presidente di Legambiente Piemonte e Valle D’Aosta, in occasione della presentazione dei dati di “Ecosistema Rischio 2007”, l’inedita indagine di Legambiente presentata con Operazione Fiumi nel corso della conferenza stampa organizzata a Torino, presso la sede storica di Legambiente sui Murazzi del Po. "L’Autorità di Bacino - ha aggiunto la Bonardo - non si è attivata in alcun modo per risolvere la situazione. Il suo compito sarebbe quello di programmare interventi di riduzione del rischio anche mediante cambiamenti d’uso del suolo e riordino naturale degli afflussi. L’Autorità di Bacino dovrebbe intervenire per diminuire il grado di esposizione ai rischi rilocalizzando gli insediamenti antropici. In realtà essa si limita ad approvare progetti (quasi tutti di iniziativa dell’AIPO) limitati e non pensati su scala di bacino che comportano sempre nuove canalizzazioni, erosioni e asportazioni improprie di inerti, in zone già in crisi. Per una reale sicurezza del bacino del Po – ha concluso - è indispensabile che le regioni adottino una filosofia di solidarietà a partire dalla Valle d’Aosta, la quale con gli interventi attuati negli ultimi anni ha considerevolmente aumentato il rischio di esondazione per i territori situati a valle.”
A Casale si avvicina intanto il settimo anniversario dell'alluvione che provocò gravi danni, il 15-16 ottobre 2000, sei anni dopo l'esondazione del 1994.