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Ricorrenza
La benedizione degli animali nella festa di Sant'Antonio
Le cerimonie religiose che si sono svolte a Moncalvo e Ottiglio
Il 17 gennaio la chiesa cattolica celebra sant’Antonio Abate. A Moncalvo domenica scorsa il parroco don Giorgio Bertola ha celebrato la messa all’aperto presso l’azienda agricola “Munfrin” di Lauro Micco. Tanti i partecipanti alla funzione che hanno portato i propri animali e che si sono accomodati sui “balot” di fieno al posto delle panche. Una cerimonia molto suggestiva, organizzata ogni anno dalla famiglia Micco, e che ha visto al termine della funzione liturgica la benedizione degli animali. Anche Ottiglio ha celebrato sant’Antonio Abate, dove “sul sagrato della Chiesa parrocchiale di san Germano, al termine della messa, ci siamo raccolti in preghiera portando con noi i nostri amici animali che hanno ricevuto la benedizione a loro dedicata”, spiega il parroco don Darius Wachowiac.
Nato in Egitto intorno al 250 d.C, il santo è conosciuto nelle nostre campagne principalmente per tre motivi. Perché viene considerato “negôssiant ’d fioca”, celebre per le sue “bastônà” di freddo. Poi è famoso per il “fuoco di Sant’Antonio”, un morbo causato dall’avvelenamento di un fungo, presente nella segala usata per fare il pane, che provocava bruciore e prurito. I monaci dell’ordine degli Ospedalieri Antoniani, che si rifacevano al santo, nel Medioevo aiutavano i sofferenti ricavando cibo e creme emollienti dai maiali. Ecco dunque il terzo motivo per cui è conosciuto e pregato nelle nostre campagne. L’iconografia ritrae, infatti, sant’Antonio Abate in compagnia di un maiale. Da lì quindi viene associato alla protezione degli animali, soprattutto a quelli da fattoria. Al santo è intitolata la chiesa “su dalla Fracia”, in via XX settembre, che fu sede della parrocchia di Moncalvo dal 1623 al 1783.
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