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Festa del 25 Aprile

Il gemellaggio della Resistenza, nel ricordo di Lazzarini

Il patto di amicizia tra i Comuni di Moncalvo e Mezzoldo (Bergamo)

Le celebrazioni al Monumento ai Caduti di Moncalvo

È stata una giornata commovente e densa di emozioni nel segno dell’eroe della Resistenza Lazzaro Nazzareno “Neno”, Lazzarini.

Domenica scorsa, 26 aprile, la città di Moncalvo e il piccolo comune di Mezzoldo, Bergamo, in occasione del 25 Aprile, giorno in cui si ricorda la Liberazione dal nazifascismo, hanno siglato ufficialmente il gemellaggio che li lega alla figura del Tenente degli Alpini Lazzarini, Medaglia d’Argento al Valor Militare, nato a Mezzoldo nel 1916, cresciuto a Moncalvo e barbaramente trucidato dai nazifascisti a Casale Monferrato il 7 ottobre 1944 per essersi rifiutato di tradire i suoi compagni partigiani.

Diversi gli appuntamenti che han visto protagonisti il gruppo alpini moncalvese, le associazioni della città, i cittadini e le amministrazioni comunali dei due paesi. Dopo la firma del gemellaggio in Municipio, è stata deposta la corona d’alloro in via Lazzarini alla lapide dedicata all’ufficiale partigiano mentre dalla centrale piazza Garibaldi è poi partito il corteo accompagnato dalla banda musicale “La Tenentina” di Tigliole verso la chiesa di San Francesco, dove è stata celebrata la messa.

A seguire il corteo ha raggiunto il Monumento dei Caduti per un momento di commemorazione. Il parroco don Andrea Tancini ha impartito la benedizione mentre la banda ha intonato l’alzabandiera. A semicerchio, i gonfaloni delle associazioni e dei comuni, di fronte al Monumento il gruppo alpini e i tanti moncalvesi giunti per ricordare e celebrare la Resistenza. I sindaci hanno deposto le corone, prima al cippo degli Alpini e poi al Monumento ai Caduti.

Dopo un momento di raccoglimento, l’alpino Giancarlo Riva ha letto un breve ritratto di Lazzarini preso dagli scritti del professor Alessandro Allemano. “Da Moncalvo proveniva la mamma di ‘Neno’, maestra elementare trasferitasi nei primi del Novecento a Mezzoldo dove sposò Angelo Lazzarini. Il figlio Lazzaro nacque nel 1916 e negli anni ‘20 la famiglia si trasferì definitivamente a Moncalvo. Dopo l’armistizio del 1943, Lazzarini, ormai Tenente, partecipò coi suoi alpini alle prime bande partigiane in Val Chisone, poi nel novembre ritornò a Moncalvo, dove si stava organizzando la resistenza e uno dei patrioti più intraprendenti e coraggiosi era il prevosto don Bolla.

Nella canonica moncalvese Lazzarini conobbe Luigi Quarello, di Cardona, che gli propose di aderire alla costituzione di una delle più organizzate compagini partigiane, la VII Divisione autonoma ‘Monferrato’, della cui struttura militare il giovane ufficiale fu subito uno dei preparatori. Il 6 ottobre 1944 trasportò un ferito a Casale. Sorpreso da una pattuglia in via Lanza nella giornata del 7 ottobre, fu riconosciuto e interrogato. Poiché non tradì i compagni, fu fucilato e il corpo, gettato nel Po, non fu mai ritrovato. Aveva 28 anni. Lazzarini a Moncalvo ha già una via a lui dedicata proprio dove ha vissuto con la madre, tra via dell’Asilo e via Roma. Nel dopoguerra alla memoria dell’eroico patriota fu conferita la Medaglia d’Argento al Valor militare, consegnata nel novembre 1960 all’anziana madre”.

A seguire il sindaco Diego Musumeci ha sottolineato l’importanza della giornata: “è grazie ai partigiani come “Neno” Lazzarini se noi oggi viviamo in una terra libera in cui possiamo dissentire e dire ‘io non ci sto’”. La sindaca di Mezzoldo, Stefania Siviero, ha infine ricordato il gemellaggio che “unisce due comunità nel segno della storia e della Resistenza”. La giornata si è conclusa con un momento di raccoglimento al cimitero comunale, presso la tomba della famiglia Lazzarini.


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Bruno Raiteri

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