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Trino, cade Ravasenga: si va alle elezioni

L’amministrazione Ravasenga non c’è più, arriva il commissario prefettizio e a giugno si andrà a votare per il Comune. Non si tratta di un “fulmine a ciel sereno” anche se in città la notizia, che si è diffusa nella mattinata di giovedì, è stata una sorpresa. Da tempo si respirava aria di crisi ma solo con le dimissioni di cinque componenti della maggioranza (Andrea Boscolo, Mario Burrone, Riccardo Coletto, Ester Porta e Marco Felisati) e quattro della minoranza (Alessandro Portinaro, Piero Calamida, Mario Buffa e Alessandro Serra) è stato formalizzato lo scioglimento del consiglio e la conseguente comunicazione alla Prefettura che dovrà nominare un commissario. Scrivono i cinque consiglieri di maggioranza nella lettera che annuncia le dimissioni irrevocabili: «Dopo un necessario periodo di riflessione iniziato lo scorso novembre con la revoca delle deleghe al vice sindaco Felisati e dell’assessore Burrone, i consiglieri sono giunti alla decisione di chiudere con l’esperienza dell’amministrazione Ravasenga. Il malessere nato in occasione del posizionamento delle fioriere su corso Italia si è conclamato nei giorni scorsi dopo l’investitura a Cecolo Broglia dell’assessore al Bilancio, Alessandro Giolito». E continuano: «Siamo giunti a questa decisione perché riteniamo che l’esperienza dell’Amministrazione Ravasenga si debba chiudere. Da troppo tempo la Giunta non esprimeva più un lavoro di squadra.Da troppo tempo le decisioni non erano espressione di un confronto con tutti gli assessori e tutti i consiglieri. Da troppo tempo infatti tali decisioni venivano prese solo da Giovanni Ravasenga insieme a Alessandro Giolito, senza il coinvolgimento degli altri componenti di Giunta e conseguentemente dei consiglieri, anche attraverso le Commissioni Comunali». Queste ragioni «sono state per noi motivo di forte disagio al pari dell’insofferenza di molti trinesi che ci hanno chiesto di prendere una decisione importante al fine di interrompere questo modo di operare non condiviso. L’investitura a Cecolo Broglia dell’assessore al Bilancio Giolito è stata la cosidetta goccia che ha fatto traboccare il vaso insieme alla vicenda dell’aumento delle rette dell’IPAB Sant’Antonio Abate. Abbiamo deciso di rassegnare le nostre dimissioni, con questa tempistica, al fine di limitare al massimo il periodo di commissariamento prefettizio e arrivare così già a giugno alla ricostituzione di un nuovo consiglio comunale guidato da un nuovo sindaco. La democrazia e la partecipazione di tutti alle decisioni importanti della nostra città è uno dei valori a cui noi non vogliamo e non possiamo rinunciare». Nell’autunno scorso c’erano state alcune avvisaglie della crisi: dalla «visita» della Digos di Vercelli agli uffici comunali, fino ad arrivare alla vicenda delle fioriere che aveva poi portato all’uscita dalla Giunta degli assessori Marco Felisati e Mario Burrone. E il sindaco Giovanni Ravasenga? Non le manda a dire e respinge tutte le accuse: «Prima di tutto nessuno di questi consiglieri - ci ha detto ieri pomeriggio - mi ha comunicato il perchè delle dimissioni. Credo che anche loro non sappiano il perchè in quanto uno zero non può diventare un uno». Ravasenga ha avuto comunicazione delle dimissioni «durante un colloquio con un funzionario della Regione per discutere del Piano Regolatore: dimissioni rese senza alcuna motivazione». E l’accusa di non poter lavorare in gruppo? «Lasciamo perdere. Quante volte ho chiamato e telefonato ai consiglieri affinchè partecipassero agli incontri dove si discutevano progetti e iniziative importanti per la nostra città... ma per un motivo o per l’altro non potevano intervenire. Bisogna dire che per lavorare in gruppo bisogna tirarsi su le maniche cosa che loro non hanno fatto». Sulla nomina del Cecolo? «Tutti gli anni avviene allo stesso modo. Bisogna cercare una persona disponibile che sia pronta ad investire sia tempo che denaro. Quest’anno è stato scelto Giolito che tra l’altro era anche assessore comunale: non credo che la disponibilità di una persona ad indossare i panni del Cecolo possa interferire con quella di uno che ha anche compiti in amministrazione comunale». Il caso ha voluto che Alessandro Giolito venisse a sapere del commissariamento del Comune proprio mentre era impegnato nelle prime visite benefiche del Carnevale. E allora perchè queste dimissioni? «Secondo me l’invidia gioca brutti scherzi. Abbiamo perso tutti una grande occasione di sviluppo per questa città: tanti sono i progetti in via di conclusione mentre altri sono in corso di realizzazione o stanno per partire. Ora grazie a questi emeriti zeri è stata portata a zero la città». Anche i consiglieri di minoranza si sono dimessi in blocco: «Io credo che finalmente si chiude un’esperienza negativa di una maggioranza che ha dato segni di arroganza e di mancanza di dialogo - ha commentato Alessandro Portinaro - oltre che dell’incapacità di capire quali erano i reali problemi della città. C’è stato uno strabismo di vedute tra le esigenze reali, come ad esempio un’attenzione maggiore per l’Ipab e la visibilità personale di qualcuno sfociata in ultimo nel carnevale. Se un assessore al bilancio sceglie di fare il Cecolo Broglia è tutto detto... Abbiamo vissuto quest’ultima fase con una situazione molto tesa in consiglio Comunale, non c’era più alcun collante intorno a questa Giunta ed è questo il giusto epilogo di uno scenario ormai insostenibile». E adesso? «Si andrà alle urne e noi continueremo a fare il nostro lavoro, mettendo in evidenza gli errori e le contraddizioni interne alla maggioranza. Da parte nostra faremo sempre più attenzione alla città reale: questo Comune ha una disponibilità di spesa enorme, legata ai fondi Scanzano e bisognerà cercare di investirli in maniera intelligente, dove servono veramente. Inoltre auspichiamo che si ristabilisca un clima di dialogo tra tutti gli attori politici». Tra i più sorpresi di quanto è accaduto giovedì mattina c’è sicuramente l’on. Roberto Rosso: «Resto spiazzato da questa decisione perchè da tempo stavo lavorando per ricomporre lo strappo che c’era stato qualche mese fa e pensavo di esserci riuscito, tant’è che subito dopo carnevale avevo programmato il reintegro in Giunta dei due assessori. E invece non è stato così». Adesso non resta che attendere gli sviluppi, con le elezioni del 6 e 7 giugno, in contemporanea con le Europee, che vedranno i trinesi scegliere il futuro amministrativo della città, a neppure due anni dall’insediamento della seconda Giunta Ravasenga.

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