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  • 14 dicembre 2009
  • Casale Monferrato

Grande partecipazione alla Festa delle lampade - La mostra di Renner

Tanta, tantissima gente: è stata forse l’edizione più partecipata della Cannukkà casalese da quando 20 anni fa la comunità ebraica monferrina decise di rendere pubblica una delle più suggestive feste ebraiche. “La prima lampada l’accendemmo in piazza Mazzini, ricorda Elio Carmi, vicepresidente della comunità – eravamo in tre”. Domenica 13 dicembre alle 17 nel cortile della Sinagoga invece non c’erano meno di trecento persone. Semplici Casalesi che ormai vedono in questa ricorrenza un momento per ritrovarsi insieme, amici della comunità venuti da fuori e tanti, tanti artisti, dato sempre che da vent’anni in questa occasione si accendono anche lampade molto speciali che vengono donate al museo dei lumi. Singolari opere d’arte da tutto il mondo, arrivate nel 2009 al consistente numero di 114. Certo l’occasione è quella rievocare un miracolo antico: la riconsacrazione del tempio di Gerusalemme avvenuta al tempo dei Selucidi, quando una sola ampolla di olio bastò tener vivo il candelabro del tempio per gli 8 giorni. Per questo il simbolo della festa è un candelabro a nove braccia (otto candele che devono essere accese da una nona). Ma la metafora della luce si presta a interpretazioni molto suggestive comuni a tutte le culture. E così la Channukkà, specialmente a Casale, è diventata una festa ecumenica e un messaggio di pace pronunciato insieme ai rappresentanti della principali confessioni monoteiste. Domenica si sono ritrovati di nuovo insieme Il vescovo di Casale Mons Alceste Catella, Idris ‘Abd a Razzaq Bergia in rappresentanza del Coreis (Comunità Religiosa Islamica), Giovanni Lonardi pastore avventista delle comunità di Alessandria e Asti, Marco Cavalleroi in rappresentanza della comunità Cristiana Evangelica e naturalmente Giorgio Ottolenghi Presidente della Comunità Casalese. Tanti anche i rappresentanti delle istituzioni territoriali a cominciare dal presidente della provincia Paolo Filippi il consigliere regionale Marco Botta, il sindaco di Casale Giorgio Demezzi, L’assessore alla cultura Giuliana Bussona il questore di Alessandria Mario Rosario Masini. Tutti hanno voluto ricordare il valore di questa iniziativa e della comunità casalese capace di portare il nome del Monferrato attraverso il mondo. Tra le tante metafore sulla luce, Ugo Volli il celebre semiologo ieri a Casale anche in rappresentanza della comunità di Trieste e della Lev Chadash di Milano ne ha trovata una che ha commosso molti, paragonando gli ebrei casalesi a quella piccola lampada che duemilaquattrocento anni fa ha fatto luce contro ogni legge fisica. “voi siete in pochissimi eppure da anni la vostra luce si spande per ogni dove” La benedizioni nella antica lingua della Torah hanno accompagnato l’accensione della prima lampada di Channukkà nel Cortile della Api. e poi ogni ospite, e sopratutto ogni bambino, ha avuto la possibilità di accendere la sua lampada (quest’anno i festeggiamenti comuni sono caduti nel terzo giorno della festa, quindi tre candele a testa). Poco, più in là nella sala mostre, una altro candelabro attendeva la sua fiamma: era quello creato da Paul Renner appoggiato su un altare che ingloba nella cera melograne e pane azzimo. Il titolo ‘Il sacrificio di Isacco’, può sembrare una provocazione di arte moderna, ma il luogo dove siamo e soprattutto la storia di famiglia che Renner racconta versando vino e accendendo le candele sull’altare, danno un significato particolare. Renner, commosso, ricorda le vicende di una madre iscritta al partito nazista e di un padre che ha conosciuto il campo di concentramento. E allora il sacrificio del figlio di Abramo diventa una comprensibile metafora di tutte le difficili scelte a cui siamo obbligati dalla storia . La mostra merita di essere visitata anche per le altre opere. Quadri molto materici dove il cibo è sempre il protagonista e un video che mostra la poetica di questo singolare artista, ospitato dai musei di tutto il mondo, ma che ha scelto il Monferrato (affitta la casa che fu di Mondino, ndr.) come dimora di elezione. Una corda rossa ci guida al piano di sopra dove incontriamo le altre opere che entreranno al museo dei lumi a partire dal oggi Alla presentazione anche Antonio Recalcati, uno dei primi artisti a credere a questa singolare. ma ieri c’erano tanti di quelli che negli scorsi anni hanno voluto lasciare questo personale segno anche nella storia dell’arte e ovviamente gli artisti di quest’anno: Joseph Sasson, Riccardo Levi, Tamara Repetto, Giovanni Bonaldi, Moreno Gentili, Luigi Del Monte, Mario Fallini.Si è aggiunta la lampada donata dai bimbi del baby parking Il Girasole realizzata con pasta colorata FOTO. L'accensione della lampada da parte del presidente Filippi, la lampada dei bambini del baby parking Il Girasole, la lampada di Paul Renner (f. Luigi Angelino)

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Silvia Sassone

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