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I medicinali raccolti da Voci della Memoria sono arrivati in Medio Oriente

I medicinali raccolti da Voci della Memoria sono arrivati in Medio Oriente: è quanto ha comunicato l'associazione casalese con una nota che proponiamo integralmente. In fondo a questo scritto anche la fotogallery con diverse fotografie. Era il mese d’Aprile quando Voci della Memoria decise di rispondere ad una richiesta di Ilaria Leccardi, giornalista di Alessandria nonché amica e tesserata dell’Associazione. Anche se i tempi sembravano brevi (25 giorni appena per organizzare una raccolta di medicinali destinati alla prima missione utile di Music For Peace, di Genova per il Medio Oriente), la risposta di cittadini e alcune associazioni fu eccezionale: tante storie, tanta gente comune che voleva e sentiva il bisogno di dare, indipendentemente dalla carta d’identità e della nazionalità di chi aveva bisogno, anzi, anteponendo chi aveva bisogno a tutto il resto. La Libreria il Labirinto e il Bar di Piazza Venezia misero, senza esitazione alcuna, i loro locali a disposizione come magazzino, dove ognuno liberamente lasciava i medicinali, per poi essere convogliati nella cantina di alcuni volontari di Voci, luogo dove è stato inventariato tutto il materiale pervenuto. I numeri : 170 paracetamolo, 92 amoxicillina, 20 acido clavulanico ,107 antibiotici generali, 74 disinfettanti, cerotti 49 conf., strisce cerotti, 8 cerotti nastro, 22 cerotti a calore, 2 kit pronto soccorso, 200 confezioni di garze, 47 conf,. Ovatta, 67 conf di siringhe più una conf. da 100, 14 bende elastiche, , 10 conf di guanti in lattice da 50 l’una, 1 garza tampone, una oculare, 15 bende, 4 ghiacci istantanei, 12 conf di integratori alimentari misti, 40 antipiretici, 81 conf. di antidolorifici vari, 30 conf di Bentalan, più 15 altri conf. Di cortisonici, 6 Oki, 17 soluzioni per flebo, 500 deflussori, 5 cardioaspirine, 100 scatole di farmaci di varia natura (antiulcera, antidiarroici, anticoagulanti), una macchina per la misurazione della glicemia più 3 conf di strisce per la misurazione, 10 rocefin, 2 termometri. E poi la domande di alcuni, tante e giuste: “Si ma arriverà tutto questo? Chi la consegnerà a Music for Peace? Quando? Come?” Si documenta nel modo migliore l’arrivo di tutti i medicinali raccolti che saranno poi trasportati sino a Genova per consegnare il tutto; il 30 Aprile parte una piccola “carovana” da Alessandria con la quale durante tutta la raccolta si è scatenato un simpatico derby della solidarietà all’ultimo cartone di medicinale, vinto largamente da Casale. Arrivati a Genova i volontari di Voci scaricano personalmente i medicinali raccolti nell’immenso magazzino dove tutto trova un suo posto preciso e non casuale. Parlando con Stefano e con Claudia della onlus genovese, apprezziamo una volta di più la competenza, la precisione e la serietà che contraddistinguono Music For Peace Il 6 Luglio parte la spedizione che si è deciso di consegnare in Palestina, gli immensi container finalmente vengono imbarcati al porto di Genova, i volontari di Music for Peace li seguiranno il 21 luglio dopo aver terminato tutte le lunghissime pratiche burocratiche. Il carico totale è composto da n°3 container, che racchiudono alimenti non deperibili, medicinali e attrezzature mediche, il valore complessivo supera 600 mila euro. I volontari di Music for Peace, sanno quanto sia importante documentare la spedizione e, tramite il diario di bordo che giornalmente scrivono e pubblicano su fb, fanno sentire nuovamente parte attiva della spedizione chi ha deciso di donare qualcosa: la loro stanchezza, i loro occhi gonfi dall’intenso caldo e da interminabili notti passate a scaricare foto e video da inviare in italia, continua a tenere ben teso e saldo quel filo invisibile che unisce tutti coloro che in questa missione ci hanno fortemente creduto. Non è semplice far arrivare il materiale a Gaza, esaminare fisicamente le reali situazione di necessità, prendere contatti con le associazioni che ritireranno il materiale e iniziare a consegnarlo ai più bisognosi, le parole rubate dal diario di bordo redatto dai volontari di Music for Peace, meglio di ogni cosa raccontano lo scenario che gli si presenta davanti. Dal diario di bordo: “Ciò che si apre davanti a noi è semplicemente la Palestina, la Striscia di Gaza. Case sventrate, palazzi di cemento grigio, bambini scalzi, i vestiti lisi, gli asini, i cavalli, la sabbia, la polvere… Eppure… Eppure il mare con le onde, i fichi d’india, l’ospitalità genuina, i bambini ovunque, i sorrisi sempre, i falafel, gli olivi, il valore della vita. Questa è la Palestina, questa è Gaza: il luogo in cui ogni diritto umano è costantemente violato, ma anche il posto in cui ci si sente, comunque, a casa. Un posto tra i più brutti, ma sempre tra i più belli del mondo. Varchiamo la soglia dell’appartamento che ci ospiterà, posiamo gli zaini, approntiamo ‘l’ufficio’. Non c’è elettricità. Benvenuti a Gaza! Sudiamo dentro le divise, l’umidità che entra nelle ossa e nessun ventilatore presso cui poter trovare conforto. Chiamiamo Genova. ‘Valentina, siamo a Gaza’. Il materiale dopo alcuni giorni dopo essere stato sottoposto a numerosi controlli viene scaricato nei luoghi prescelti, la consegna avverrà sulla base di elenchi preparati dalle associazioni di volontariato del luogo e dopo alcune visite dei volontari di Music for Peace casa per casa per verificare di persona la reale necessità, nessun pacco verrà a consegnato dai volontari di Music for Peace alle famiglie, ma da mano palestinese a palestinese non è il grazie che si vuole, né tantomeno passare per degli eroi. Guardi le foto, leggi le parole del diario di bordo e pensi che questa sia la strada giusta, la solidarietà che diventa incontro con la gente tra la gente come gli stessi volontari ci ricordano, che la resistenza sia un dovere per ognuno di noi, che tacere di fronte a chi inneggia all’odio razziale ti rende complice, che non è la religione che ci divide ma l’assenza d’umanità, che dobbiamo sempre tenere presente la direzione che vogliamo prendere non quella dalla quale vorremmo fuggire, che il mondo non è casa nostra ma di tutti e che per renderlo abitabile dobbiamo fare tutti la nostra parte, sempre, anche quando ci sembra poco, anche quando ci sarà sempre qualcuno che remerà in senso opposto anche quando ci verrebbe la voglia di lasciar perdere tutto. Andiamo Avanti, RESTIAMO UMANI.”

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