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Sabato scorso

A Casorzo la riapertura del complesso di San Giorgio

L'inaugurazione al termine degli interventi di restauro conservativo

Il taglio del nastro di sabato scorso a Casorzo

Sei lotti per otto anni complessivi di lavoro, un “sogno del cassetto” accarezzato dalla Sindaca Ivana Mussa lungo quasi tre lustri. Ha riaperto al pubblico sabato 13 giugno, con la cerimonia di inaugurazione - alla quale hanno preso parte, dalla Regione, l’Assessore Marco Gabusi e il consigliere Fabio Carosso, il Complesso di San Giorgio e della Madonna delle Grazie. Una “chiesa nella chiesa”, con l’edificio più recente, di fattura ottocentesca, che va quasi a “rivestire” l’architettura medievale romanica, la più antica del paese: dalle fonti si può collocare la prima pietra attorno alla fine del XII secolo.

Il restauro di tipo conservativo, che ha eliminato interventi del passato inadeguati al contesto e poco elastici nel restituire la coerenza e l’integrità storico-artistica del Complesso, reca le firme del progettista Alessandro Zai e del restauratore Giancarlo Verri. Nel 2018, il primo cantiere alla base della cupola ottocentesca. La volta, contraddistinta da una decorazione plastica a cassettoni e rosoni in stucco, scanditi da cornici lineari su sfondo azzurro, e al centro da un’ampia apertura circolare coperta da vetrata su struttura metallica, soffriva di lesioni, danneggiamenti e alterazioni cromatiche causate dalle infiltrazioni delle acque meteoriche e dal sisma del 2000. Tre anni dopo, nel 2021, le impalcature sono state trasferite alla chiesa romanica, sottoposta al rifacimento del tetto (l’orditura portante lignea della copertura era in pessimo stato di conservazione, tanto da renderla irrecuperabile) e al consolidamento delle volte dal loro estradosso. Nel corso dello stesso anno hanno preso il via i lotti terzo (rifacimento del muro controterra lato nord e consolidamenti strutturali) e quarto (restauro conservativo e ripulitura da agenti infestanti dei graffiti sulle murature esterne: un’”enciclopedia” vivente, incisa sulla pietra da cantoni, che riporta le testimonianze degli eventi e la storia del sito, ampiamente studiata da storici e studiosi di letteratura). Le fasi finali del restyling (lotto cinque e sei), aperto nel corso del biennio 2022-2024, hanno coinvolto gli ambienti esterni, intervenendo sul colonnato ottocentesco e sulle volte sovrastanti. 

Le prime attestazioni “certe” della primigenia Chiesa di San Giorgio, pubblicate sui registri della Diocesi di Vercelli e a quelli relativi alle decime papali, risalgono al 1298 - 1299. È lo storico e letterato Daniele Villata a tracciarne la cronistoria. Nel 1306 venne convocata in questa sede l’assemblea marchionale istituita direttamente dal Marchese di Monferrato, alla quale presero parte il suo Vicario e alcuni notabili di Casorzo: un fatto che testimonia l’ampia considerazione che la Chiesa e il borgo stesso rivendicavano nella politica e negli affari della compagine tardomedievale monferrina. Un secolo dopo, per intercessione del Vescovo di Vercelli, San Giorgio assunse anche la denominazione-bis di Santa Maria delle Grazie. Dal 1411 al 1434 fu consacrata come Chiesa Parrocchiale. In seguito, e per tutto il Cinquecento, i registri, sempre conservati negli archivi della città eusebiana, sembrano far “decadere” questo titolo e fanno dell’edificio una tappa delle visite pastorali. Nel 1733 la demolizione della diroccata Chiesa campestre di Prato Casale comportò la traslazione del quadro della Beata Vergine dentro l’ex Parrocchiale che da quel momento è conosciuta come “Madonna delle Grazie”. A ridosso nell’Ottocento le autorità sabaude decisero di impiegare un lascito di Don Lorenzo Bosco, parroco di Casorzo, datato 1610, per innalzare la struttura circolare neoclassica, completa di cupola e campanile, che “ingloba” l’antica Chiesa di San Giorgio. A partire dal 1854 - 1855 gli oneri di gestione e amministrazione del Complesso passarono nelle mani dell’Amministrazione Comunale che li mantiene tuttora. Di immenso pregio sono le epigrafi incise sulla parete est, un “giornale”, un diario storico che condensa tre secoli di avvenimenti, dal 1500 al 1800. 




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