«Non ci muoviamo!» Ronzonese sfrattata: campo libero dal 10 luglio
di Marco Bertoncini
La scorsa settimana il Comune di Casale ha confermato alla Ronzonese che, alla scadenza della concessione di utilizzo del campo del quartiere (l’Arseniato) prevista per la fine di giugno, l’impianto dovrà essere inderogabilmente liberato, entro il 10 luglio.
Il motivo del provvedimento è da ricercarsi nell’inserimento del terreno nel piano di alienazioni dei beni della città. Si vocifera che questo possa interessare all’attigua Società Canottieri ma per venderlo (e acquistarlo) si dovranno mettere in moto le procedure ad evidenza pubblica del caso. Il Comune metterebbe quindi a disposizione della storica società calcistica, quest’anno giunta al quarantennale, l’impianto di Terranova.
La proposta non incontra assolutamente il favore dei dirigenti della Ronzonese, intenzionati a ostacolare lo “sfratto”. Ce lo hanno spiegato ieri il presidente Giorgio Bragato, il vice Mario dell’Oste con Alan Zavattaro, Gastone Sboarina, Bruno Quirino, Andrea Bertola e Angelo Giametta.
Coinvolti 300 persone: anche la scuola Spartera e gli amatori
Nella stagione appena conclusa il campo del Ronzone ha coinvolto quasi 300 persone tra dirigenti e giocatori, oltre che della Ronzonese, della scuola calcio Spartera e di due formazioni amatoriali, la Pastorfrigor e l’Atletico 96.
Queste si trasferiranno per forza di cose in altri impianti, addirittura fuori dal comune, come nel caso della Spartera, accasatasi a Ticineto già da qualche tempo.
«In tanti anni il Comune non ci ha mai dato nulla ed è una falsità dire che ci siamo arricchiti con gli affitti delle altre squadre che semplicemente dividevano con noi le spese di gestione, affidate al lavoro volontario» ha spiegato Bragato.
«A Terranova non avremmo a disposizione nemmeno un magazzino per le nostre attrezzature, come potremmo gestire il campo? Perderemmo anche il potere aggregativo del nostro centro che era importante per cementare amicizie e legami dopo gli allenamenti» ha continuato Zavattaro.
La Ronzonese non accetta di spostarsi in altre località
La Ronzonese, vicina al probabile ripescaggio in seconda categoria, non accetta di spostarsi perché lamenta l’assenza di un progetto coordinato, temendo che una situazione di esodo temporaneo possa tramutarsi in un definitivo peregrinare che porterebbe alla chiusura delle attività.
«Ma perché il terreno è nella lista delle alienazioni del Comune? Hanno bisogno delle poche migliaia di euro che ne ricaverebbero? Non ce ne andremo fintanto che non avremo per le mani un programma concreto, una soluzione degna, come a suo tempo ci fu promesso e che non può essere quella di Terranova» ha proseguito Bragato, annunciando la resistenza e lasciando intendere che alcune decisioni di Palazzo Sangiorgio possano essere state figlie di antipatie e vendette personali.
La società sa che non potrà più giocare all’Arseniato ma vorrebbe, in assenza di proposte accettabili, potersi allenare e fare base nel suo storico impianto, spostandosi solo per le partite.
«Da qui non ci muoviamo» hanno detto in coro i dirigenti.