Col nazionale Brustolon Trino si tinge d’azzurro Video
di g.pi.mor.
Non passa anno che la Bric e Fos che non riservi una sorpresa. Questa volta si tratta del due volte campione italiano, nonché nazionale di duathlon, Danilo Brustolon (ventottenne, nella foto d’apertura) che ha corso in 3’11” al km una gara forzatamente diversa da quella tradizionale del maggio alla Partecipanza.
Il percorso inferiore ai quattromila, molto veloce, ha esaltato anche le qualità di Alex Zulian e Maurizio Di Pietro. Tra i due si è però inserito il maghrebino Anouar Labouzi per il “bronzo”. Gara femminile alla biellese Marta Gariglio.
Le classifiche AICS dopo Castelletto Monferrato vedono compiere un bel balzo in avanti gli avisini Peruccio, Chiabrera, Chivetto, Cena e Taverna.
Intanto, si è conclusa da poche ore la gara di Valenza con Daniele Novella sul podio più alto. Secondo Edmil Albertone, quindi Andrea Giorgianni e Alex Zulian. Scontata la vittoria di Elisa Stefani, seguita da Loretta Giarda ed Ilaria Bergaglio.
Inseriamo anche il pdf dell’ordine d’arrivo ufficiale appena giunto (fonte L&G).
Tratteremo la prova valenzana (con relativo video), nella prossima edizione, a ore. Infatti eccezionalmente pubblichiamo “doppio” per l’importanza di queste due gare.
BRIC E FOS A TRINO – Percorso ridotto a 3,980 km per ragioni di sicurezza, quindi gara veloce non per scelta ma per necessità. Accertata la pericolosità del bosco (impregnato dalle piogge continue, con colpo di grazia nel weekend) gli organizzatori hanno optato per una delle tante soluzioni alternative. Il vero cross è stato limitato a non più di 1.500 metri; appena scesi dalla “costa” i runners hanno imboccato l’uscita principale dalla Partecipanza (le immagini di Franco Frè documentano quel punto) e da lì la possiamo definire una corsa su strada, anche se tutta su terra battuta. La partenza è avvenuta nel luogo classico ma l’arrivo è stato alla cascina Guglielmina. Si è perso in suggestione ma si è guadagnato in spettacolo e, soprattutto, sicurezza.
Veramente il giudice di gara avrebbe preferito optare per due giri ma, a nostro giudizio, non sarebbe stata una buona idea perché quei 200 metri di “raccordo” contemplavano il ponte in legno (provare a salirlo in corsa…) e il successivo sentiero scivolosissimo che porta alla partenza, quindi la lunghezza che ne sarebbe derivata (sugli 8,2 km) sarebbe stata eccessiva in tale ambito, con diversi atleti aventi Valenza in programma 24 ore dopo. Va benissimo così.
Probabilmente Albertone (oggi assente) è stato un precursore, lui che che non nasce podista ma viene dal duathlon. Questa disciplina, nonché il triathlon, sono le vere specialità di Brustolon. Con maglia Fiamme Oro è due volte campione italiano duathlon 2011 (individuale e a squadre, coi compagni Andrea Secchiero e Alessandro Lambruschini). Classe 1984, ha vestito più volte la maglia azzurra. Tra i suoi ultimi risultati, di rilievo il quarto posto in Francia all’Alpe d’Huez e il dodicesimo, pochi giorni or sono, ai campionati europei in Olanda.
L’ordine d’arrivo di una gara che ha visto uno splendido “incolonnamento” sul lungo viale d’arrivo dice primi Danilo Brustolon (Roata Chiusani – Cuneo - 12’43”) e Marta Gariglio (Splendor Cossato - 15’55”). Grande prestazione di Alex Zulian (secondo in 13’05”) e Maurizio di Pietro (quarto in 13’44”). Terzo il maghrebino Anouar Labouzi, con maglia Podismo di Sera, di Cigliano (13’24”). Podio femminile completato dalle astigiane Simona Piano (17’53”) e Maria Petito (18’ netti).
Altro nome di rilievo iscritto è quello di Matteo Pezzana. Presente per ragioni di amicizia con gli organizzatori, si è “allenato” in mezzo al gruppo con un amico robbiese. Con Valenza in programma il giorno dopo, è uno di quelli che ha dovuto rinunciare a qualcosa per questa (speriamo irripetibile) vicinanza di date. Ma ha comunque tenuto un comportamento esemplare, dichiarando a priori le sue intenzioni.
Mettendola sul ridere, almeno stavolta Floriano Peruccio e Cesare Chiabrera possono fregiarsi di essere due avisini arrivati prima del campione vercellese. E trattandosi di gara sotto doppia egida, alcuni giallorossi (come Peruccio e Spinoglio) hanno corso con maglia Fidal ma anche con iscrizione Avis (per AICS).
E, a tal proposito, non molti i presenti tra gli atleti delle squadre alessandrine di campionato. I più brillanti i frecciabianchini Astorino (quinto) e Odicino. Un Odicino inossidabile e imperturbabile (ha inaugurato le scarpe nuove in quel bosco…), nonché molto polemico con “gente che non c’è”. Ci invita a riportare nomi e cognomi, ma cortesemente decliniamo…
LA CLASSIFICA DOPO CASTELLETTO – Com’era scontato, la prova di Spinetta ha assestato una decisa botta alla classifica ed i giochi cominciano a delinearsi.
Mattia Grosso ha piazzato un’altrettanto prevedibile “acuto”. Non inganni il 21mo posto assoluto (ma con sole 4 gare); l’età, le doti, il numero di prove che riesce a correre in una stagione, il regolamento, in proiezione a lungo termine gli assegnano sempre i favori del pronostico. Intanto ha raggiunto la vetta di categoria.
Floriano Peruccio, al momento, riesce a correrle tutte e incrementa il vantaggio in testa. Sul breve, sa che le possibilissime assenze per lavoro rilancerebbero un regolare Cabella. Ma l’incognita, per tutti, è l’avisino Cesare Chiabrera. Tra i giallorossi è quello che va più forte; ha soffiato il terzo assoluto al compagno Spinoglio (assente alla Fraschetta), va discretamente forte su ogni tracciato, ha saldamente in mano la sua categoria e lascia solo un punto interrogativo sulle gare che intende disputare. Se il “ragazzo” decidesse di correre molto, attenzione a nuovi scenari possibili e inaspettati.
Spulciando le categorie, grazie alle ultime due gare ecco Taverna piazzarsi alle spalle di Mattia, sorpassando Canepa che, nonostante la forzata assenza, rimane al terzo posto. Sembra incredibile, ma il terzo giovane che potrebbe sfrattarlo dal podio… non corre. E’ tale Torino (Francesco).
Nella B a Scabbio basta per ora una presenza ogni tanto (tipo quelle alla Fraschetta) per precluderci qualunque ipotesi alternativa, Albertone incluso.
La C non prescinde da Novella, per mancanza di avversari appena un po’ sotto di lui. Ma bella la lotta per la seconda piazza dove un altro giallorosso, Max Chivetto, con due eccellenti prestazioni consecutive ha messo la freccia del sorpasso. Con lui bisogna citare Cena, penalizzato solo dalle assenze. Quando c’è si nota, e non solo per l’altezza.
Nella D, al di là dell’attuale lotta di vertice, sta rinvenendo bene Beppe Tardito; finora ha corso sole sei gare ma già “vede” il podio. La E ci dice che Chiabrera mettere spazio tra sé e i diretti rivali (Mora e Buso). Potrebbero forse insidiarlo Manna e Tomaghelli, ma si presentano raramente.
Zarrillo, nella F, prova a tenere il passo di Garcia-Arguello, però a questi, come a Scabbio, bastano poche corse, ma giuste. Mauro Pacella ha ceduto a Gattorna, prima del previsto, lo scettro della G; si è permesso un weekend di “follie” ma va bene così, tanto doveva succedere.
Di Odicino e Bergaglio, per una volta, fingiamo di dimenticarci (e che diciamo?). Annotiamo che la Piccione si è ripresa la prima piazza nella Femminile B, che la Bertocchi ci ha ricordato a Castelletto di che pasta è fatta ma… zitta zitta quieta quieta, notate che al sesto posto assoluto c’è la Illengo che, nel suo piccolo, mantiene una regolarità che a quel posto la colloca di diritto.
Tra i casalesi è difficile valutare le attuali condizioni di Manassero, Spinoglio e Doro, comunque piazzati non male. Diciamo che a Castelletto, anche considerando le difficoltà, ci sono parsi tutti in crescendo.
In classifica a squadre l’Avis conduce (167 a 136) sulla Novese, ma con le gare nel sud provinciale ancora quasi tutte da disputare. Meno evidente il distacco sulla terza (Solvay a 113) rispetto alla passata stagione.
FOTOGALLERY – Ci sono state inviati alcuni scatti della gara trinese (foto P.Tr. – grazie) e ben volentieri le pubblichiamo. Podio con tutta gente bella. Altre sono dei “fermo immagine” tratti dal video. Ma bellissimi sono quelli delle foto di chiusura, che avevamo preannunciato. Gelosissimi di quanto Giancarlo Vercelli ha diffuso e che lo ritrae mai così vicino (specialmente in gara) ad Ilaria Bergaglio, i “profughi dell’Elba” si pavoneggiano posando con un’altra notevole atleta alessandrina, Mirella Borciani.
(n.d.r.) Dopo il clamoroso trasferimento, a inizio stagione, di Enzo Pierro dall’Avis alla Solvay, il patron Malavasi ha mandato in missione i suoi quattro moschettieri con il preciso scopo di scippare alla stessa Solvay la mitica Mirella. Sembrava fatta, ma quando si è parlato di euro (che scarseggiano sempre nel borsellino giallorosso) l’unica opzione era una contropartita equa, uno scambio alla pari: il passaggio di Bertazzo agli alessandrini. A quel punto il boss, al telefono, avrebbe tuonato: “Toglietemi tutto, ma non il mio Tizzy!” E l’affare sfumò.
… Per chi avesse dei dubbi, n.d.r. qui non sta per “Nota Della Redazione”, bensì per “Notizia Da Rigettare”.
PROSSIMA PUBBLICAZIONE – La rubrica torna, a inizio settimana, alla consueta collocazione. Incentrata sulla gara di Valenza, conterrà gli aggiornamenti UISP, 10 Campanili e AICS nonché la scheda mappata della gara di mercoledì prossimo, a Valmadonna.