«Potreste incontrare vostro padre, ma soprattutto potreste incontrare voi stessi».
Si è aperto con queste parole venerdì sera in un Auditorium Santa Chiara gremito, lo spettacolo di presentazione del dodicesimo numero del “Babau”, rivista queer (come dire eccentrica, ma anche per così dire poli/multisessuale, non omologata insomma...) indipendente e casalese di arte, letteratura e fotografia. Almeno 200 persone, alcune in piedi in prossimità dell’ingresso sotto la pioggia, hanno assistito ad uno show con recitazione, dramma, comicità, ballo e musica (con l’arrivo a sorpresa sul palco dei “Mosca”, band di Casale, sulle note di Blackbird dei Beatles).
I personaggi in scena, gli stessi autori e redattori del Babau, progressivamente evolvono durante la performance, spogliandosi letteralmente delle loro apparenze e confessandosi al pubblico fino al finale con il parto di un uomo incinto e spaventato.
“Nel Nome del Padre” era proprio lo scomodo filo conduttore di questo numero come ci ha spiegato dopo il live la direttrice Barbara Michelerio: «L’idea è partita durante l’inverno; alcuni di noi hanno potuto lavorare ad un progetto di crescita individuale ed artistica con i ragazzi di due comunità di minori: pensavamo di parlare di famiglie ed invece abbiamo sentito tante storie di padri nei loro racconti, così come nei nostri, da lì abbiamo deciso di farne il tema di questo Babau, il primo da quando ci siamo costituiti come associazione culturale. Questo numero è molto più “artistico”, surreale e visionario del precedente “Io Non Ho Paura” e nella rivista, così come nella presentazione che nasce e a lei si sviluppa parallelamente, si possono ritrovare diversi fili conduttori, ammiccamenti al futuro e ambientazioni comuni».
Nel cartaceo, distribuito ad offerta libera a fine serata, trovano spazio riflessioni, fotografie, racconti, rubriche e vere e proprie confessioni. Tra le altre una chiacchierata con Luca Mainini, artista di fama mondiale, anche lui messo a nudo dai ragazzi del Babau.
Al termine della performance, ripetuta poi domenica sera al Circolo arci Dazibao di Tortona e in programma anche sabato prossimo a partire dalle ore 21 al Teatro Sociale di Valenza, sentiti ringraziamenti: al pubblico, presente con giovani, famiglie ed anziani, ai modelli che hanno partecipato ai set fotografici della rivista così come alla campagna promozionale sul web - su tutti l’uomo copertina, il primario Ennio Piantato Bassignana - a Simona Spinoglio, a Stefania Cartasegna, al Circolo Pantagruel, al Comune di Casale, ai Mosca ed al grafico Matteo Valecchi.
La redazione del Babau è così composta: Barbara Michelerio, Albert Stray, Danilo Grasso, Lavinia Garofalo, Cristiano Barbesino, Matteo Valecchi, Alice Giacobone e Maria Emilia Ricossa. Il loro è un lavoro totalmente gratuito e privo di finalità lucrative, mosso solamente da una grande passione.
Chi volesse ottenere una copia dell’ultimo Babau potrà richiederla con una mail a redazionebabau@gmail.com.