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La vicenda dell'Arandora Star

«Il voto unanime della Camera restituisce memoria e dignità a 446 italiani innocenti»

Interviene il parlamentare monferrino Enzo Amich

«Esprimo profonda soddisfazione per l’approvazione all’unanimità, da parte della Camera dei Deputati, della mia proposta di legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria delle vittime del naufragio dell’Arandora Star.

Tra di esse, molte erano originarie della provincia di Alessandria: Fubine, Quargnento, Acqui Terme, Lu-Cuccaro, Giarole, Felizzano e Pontestura. Proprio per questo, alcuni mesi fa la sede della nostra provincia ha ospitato un convegno, organizzato con il patrocinio del Presidente, Luigi Benzi, che come sindaco di Quargnento ha contribuito all’accertamento dell’origine quargnentina di due vittime”, ha dichiarato l’on. Enzo Amich a margine dell’approvazione da parte della Camera dei Deputati della proposta di legge per l’istituzione della giornata nazionale di ricordo dei 446 italiani internati e deportati dal Regno Unito e periti nel naufragio del piroscafo Arandora Star il 2 luglio 1940.

«Questo voto rappresenta un atto di giustizia morale verso uomini innocenti, vittime delle conseguenze della guerra e di una tragedia che ha segnato profondamente la storia dell’emigrazione italiana: per troppo tempo il loro sacrificio è rimasto poco conosciuto. Oggi il Parlamento ha scelto, con unità e responsabilità, di restituire dignità alla loro memoria e alle loro famiglie», ha aggiunto l’on. Amich.

«La data dell’11 ottobre è una scelta simbolica e profonda: coincide con la scomparsa di Rando Bertoja, ultimo sopravvissuto dell’Arandora Star. Non ricordiamo solo il naufragio, ma onoriamo anche la vita e la testimonianza di chi ha avuto la forza di sopravvivere e raccontare, portando per decenni nel cuore la memoria dei compagni perduti. Inoltre, la collocazione a ottobre consente di integrare pienamente questa ricorrenza con le attività scolastiche, favorendo percorsi didattici e momenti di riflessione, insieme a iniziative di informazione e divulgazione».

«Istituire una Giornata nazionale non significa aggiungere una data sul calendario: è un modo per educare e trasmettere alle nuove generazioni il valore della memoria, del coraggio e della pace, rafforzando un messaggio di riconciliazione e amicizia tra i popoli. Il provvedimento passa ora all’esame finale del Senato: confido che anche questo ultimo passaggio possa risolversi positivamente. Ringrazio il Comitato pro Arandora, nelle persone di Giuseppe Conti, Serena Balestracci e Maura Maffei, che insieme a molti amministratori locali - tra cui voglio citare il sindaco di Fubine, Lino Pettazzi, il comune della nostra provincia che conta il maggior numero di vittime - hanno lavorato intensamente affinché la memoria di questi nostri connazionali non cadesse nell’oblio», ha concluso Enzo Amich.


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