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Dopo il ritorno in Italia

Parla Agostino Tibaudi: «Mi strazia vedere la popolazione ucraina senza viveri e generi di prima necessità»

Un viaggio concluso nella giornata di lunedì all'aeroporto di Orio al Serio

Agostino Tibaudi. Preparatore atletico dello Shaktar Donetsk

Un viaggio concluso nel migliore dei modi, nella giornata di lunedì, all'aeroporto di Orio al Serio. Prima parte da Kiev a Leopoli in treno, poi in pullman fino al confine ungherese e da lì dritti a Budapest. Fino al volo di ritorno. 

In pochi minuti ci siamo fatti raccontare l'esperienza del preparatore atletico casalese Agostino Tibaudi, che è tornato da Kiev dove era con l'intera squadra dello Shaktar Donetsk, guidata in panchina da Roberto De Zerbi. 

«Sentivamo i razzi e gli spari che stavano circondando la capitale. Fortunatamente potevamo muoverci liberamente in hotel, dove avevamo trovato una stanza senza vetri per poter sostare in caso di pericolo. Mi strazia vedere la popolazione ucraina senza viveri e generi di prima necessità. Non ci siamo fatti prendere dal panico, ma abbiamo lasciato a Kiev giovani calciatori ucraini, che da un momento all'altro potrebbero entrare nell'esercito della propria nazione. L'interessamento del presidente Uefa Aleksander Ceferin è stato fondamentale, come quello della FIGC e dell'ambasciata italiana a Kiev che sta svolgendo un lavoro incredibile per i nostri connazionali», queste le prime parole di Tibaudi.

L'intervista su "Il Monferrato" di venerdì 4 marzo.  


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