Colpi ingenti in alcune aziende di Ticineto - Parte della refurtiva recuperata in Lomellina
Due scorribande notturne, a distanza di sette giorni una dall’altra, avevano portato a razziare un bottino ingente - complessivamente alcune centinaia di migliaia di euro - ai danni di alcune imprese edili del paese e di altre realtà produttive, nonchè materiale in deposito di proprietà di privati. Ora una buona parte di questa refurtiva è stata recuperata dai Carabinieri. Era nascosta in un capannone, già sede di un’azienda non più attiva, in una zona isolata di Zeme Lomellina.
Il primo blitz dei malviventi era scattato nella notte tra il 14 e il 15 maggio scorso nella Coedis srl di strada Vallazza, impresa che si occupa di lavori idraulici, edili e stradali. Dal deposito e dall’officina erano stati trafugati un camion, attrezzatura da lavoro di vario genere, tra cui saldatrici, pneumatici per mezzi pesanti, idropulitrici, generatori di corrente, inchiodatrici, trapani, flessibili.
Tra il 20 e il 21 maggio, nuovo raid dei ladri in altri due capannoni, in strada San Rocco. Dal primo deposito erano spariti un autocarro con ribaltabile, utensili da lavoro, attrezzatura per l’edilizia e anche una motocicletta di proprietà di un artigiano del paese. Dal secondo, distante un centinaio di metri, utilizzato da più soggetti, i ladri avevano rubato un motore per fuoribordo del valore di 27mila euro di proprietà di un pensionato, attrezzi appartenenti al Consorzio Irriguo di Ticineto, motoseghe, caricabatteria, compressori. Ed ancora falciatrici e diversi altri utensili in uso a un agricoltore di San Germano. La scorsa settimana il ritrovamento da parte dei militari dell’Arma del capannone in disuso nelle campagne della Lomellina. I Carabinieri di Zeme hanno fatto irruzione nella costruzione mettendo le mani su una quantità incredibile di merce di provenienza furtiva, tra cui anche i due autocarri e una buona parte di utensili rubati a Ticineto. Del materiale sequestrato, una fetta cospicua proviene da colpi commessi in Lombardia e in altre zone ai danni di aziende e privati. Secondo gli inquirenti ad operare sarebbe un banda specializzata, composta da cittadini dell’Est Europa, che hanno la loro base operativa nella zona del Milanese.