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Processo Eternit: riunione operativa in previsione della Cassazione

Riunione degli avvocati che rappresentano le parti offese nel Processo Eternit - mercoledì scorso a Torino - in vista dell’ormai imminente pronunciamento della Corte di Cassazione, che metterà un punto fermo su quello che è stato definito “il processo del secolo” e che riguarda l’enorme strage causata dalla lavorazione dell’amianto (nota peraltro solo in minima parte). Una vertenza - quella che si è celebrata a Torino - che ha avuto una eco mondiale e ha definitivamente messo alla luce l’orrore della speculazione globale realizzata dall’industria criminale dell’asbesto, ma al tempo stesso, le aberrazioni di un sistema di sviluppo che troppo spesso (e ancora oggi!) subordina al guadagno economico la sicurezza e il diritto alla vita. Intanto l’AFEVA sta organizzando la trasferta a Roma in vista della sentenza della Cassazione per cui la Corte ha fissato tre udienze: il 19, il 24 e il 28 novembre, anche in ragione del grande numero di parti civili coinvolte nel procedimento, e che hanno titolo di inserirsi nel dibattimento. Per favorire una rapida conclusione gli avvocati delle vittime hanno tuttavia concordato - proprio mercoledì a Torino - comunque di limitare il numero degli interventi. E per esprimere l’attesa per la sentenza della Cassazione ci sarà a Roma una nutrita delegazione di esponenti delle associazioni che in tutto il mondo lottano da decenni ormai contro l’amianto. Da Casale partirà un pullman con 52 persone, oltre ad altre che utilizzeranno il treno o la macchina. In tutto si prevede una settantina di persone - spiega Bruno Pesce, coordinatore del Comitato Vertenza Amianto - a cui si aggiungeranno anche 35 stranieri (sono una decina le delegazioni provenienti da tutto il mondo). Gruppi di manifestanti di altre associazioni e delegazioni giungeranno poi a Roma autonomamente. «Il 19 novembre a Roma ci saranno anche alcuni magistrati brasiliani che si occupano della cause civili riguardanti l’amianto. In Brasile infatti - spiega Pesce - è stata creata una Procura che agisce in modo coordinato nell’intero Paese dove, da un lato utilizzano l’amianto e dell’altro si svolge una azione di sorveglianza per tutelare e garantire diritti. Da noi invece purtroppo - per quanto riguarda i risarcimenti siamo abbandonati a noi stessi...», aggiunge amaramente Pesce. Il coordinatore del pool dei Procuratori dei vari Stati brasiliani insieme e tre magistrati e alla leader della lotta dell’Americana Latina Fernanda Giannasi, da sempre vicina all’associazione italiana, avrà incontro con il pm Raffaele Guariniello il 20 novembre. Il pronunciamento della Suprema Corte peraltro dovrebbe anche aprire la strada, su basi più certe, all’Eternit-Bis che prenderà in esame i casi singoli di malattia e morte causati dall’Eternit, anziché - come avvenuto nel primo processo - il disastro ambientale doloso procurato dalla lavorazione dell’amianto. Alle 10 del 20 novembre - a Roma - è inoltre prevista una conferenza stampa nazionale dei sindacati per fare il punto sulla situazione, mentre il 21 si svolgerà a Casale un incontro internazionale.

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