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Viaggio d'autore

Alla... chiesa di San Domenico

Appuntamento nella chiesa di San Domenico con Wally Favre Pastorello del Soroptimist di Casale, il parroco mons. Antonio Gennaro, l’arch. Raffaella Rolfo dell’Ufficio Beni Culturali e la restauratrice Barbara Poggio di Alessandria che sta ultimando i lavori conservativi sulla volta della cappella del Rosario, eretta a lato del presbiterio (verranno inaugurati lunedì 7 ottobre, ndr). Saliamo sui ponteggi col privilegio di vedere da vicino dipinti dai colori vivaci e decorazioni che non stonerebbero in San Pietro... Un piccolo grande gioiello restituito ai Casalesi (e non solo).

Nel saggio contenuto nel pregevole volume pubblicato in occasione del 40° anniversario di fondazione del Club cittadino, Lorena Palmieri scrive che i probabili committenti furono il priore della Confraternita del Rosario Giovanni Gaspardone, che aveva fatto abbellire le pareti e la volta con le decorazioni in stucco e oro con le elemosine dei fedeli, e la famiglia Bobba, titolare del diritto di patronato. La lapide in latino posta a lato della cappella e lo stemma araldico ben visibile sull’arco di ingresso della cappella ricordano il passaggio alla famiglia Fassati di Balzola nel 1689. Un cambiamento che probabilmente coincise con la collocazione sull’altare della statua lignea della “Madonna del Rosario col Bambino” e il conseguente trasferimento della tela raffigurante la “Madonna del Rosario tra San Domenico e Santa Caterina da Siena” dipinta da Nicolò Musso nel 1618, un tempo sull’altare di Santa Caterina, oggi in presbiterio. Sulla parete di sinistra i misteri gaudiosi (Annunciazione, Visitazione, Nascita di Gesù, Presentazione al Tempio e Gesù tra i dottori) e a destra quelli dolorosi (Gesù nell’orto degli ulivi, Flagellazione, Incoronazione di Spine, Salita al Calvario e Crocifissione) sono stati restaurati dal Soroptimist di Casale nel 1988 e nel 1998 in occasione del decennale e ventennale di fondazione. Con il recente restauro dei misteri gloriosi, sulla volta della cappella, (Resurrezione, Ascensione, Discesa dello Spirito Santo, Assunzione di Maria e Incoronazione della Vergine) è tornato all’antica bellezza il ciclo completo delle quindici tele raffiguranti i più significativi momenti della vita di Cristo e di Maria. Per ora, in attesa di “nuovi studi su questo ciclo di dipinti e sull’opera degli artisti coinvolti nella loro realizzazione”, come ricorda Lorena Palmieri, l’intero ciclo pittorico è stato attribuito dai maggiori studiosi, Giovanni Romano e  Anna Maria Bava, al pittore alessandrino Giorgio Alberini collaboratore di Guglielmo Caccia e ad collaboratori, tra cui l’ultimo restauro non esclude una presenza femminile, attestata dalla compresenza operativa di più artisti.


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