Miles Davis: il principe delle tenebre raccontato da Gianfranco Nissola
di Fabrizio Gambolati
La storia di un grande artista, la vita, i successi, le difficoltà, raccontate con passione dalla penna del casalese Gianfranco Nissola. A distanza di qualche mese dalla pubblicazione, continua a vendere copie il libro "Miles Davis principe delle tenebre", presentato per la seconda volta a Casale, mercoledì pomeriggio al Santa Chiara. Tanti gli amanti della musica e della lettura che hanno gremito l'auditorium per conoscere il volume raccontato dall'autore e dalle letture dell'attrice Caterina Deregibus. Un libro nato dall'immensa passione di Nissola per la musica e in particolare il jazz che, ci dice, ha cominciato ad amare nel '48, dopo aver assistito al concerto della big band di Tullio Mobiglia proprio a Casale. Il giorno scelto per la presentazione non è stato casuale: sarebbe infatti stato l'ottantacinquesimo compleanno del trombettista jazz Miles Davis.
A portare i saluti dell'amministrazione l'assessore alla cultura Giuliana Bussola, che ha elogiato il lavoro di Nissola: "Il libro non solo scandaglia la vita del musicista, ma propone anche uno spaccato d'epoca, parlando di artisti e personalità importanti, in una ricerca approfondita".
Il progetto dello scrittore è stato sostenuto da Ambientarti, come ha ricordato la presidente Angela Tudisco: "L'associazione ha contattato la casa editrice per la pubblicazione. Questo è un libro che nasce dal cuore e dalla competenza dell'autore e arriva al cuore dei lettori".
A discorrere sul contenuto dell'opera è stato il professor Vincenzo Moretti. Il libro comincia da uno degli ultimi concerti di Davis, nel 1991 in Europa, per poi raccontare e analizzare la storia dell'artista a ritroso, soffermandosi sugli aspetti artistici e umani. Tanti gli episodi narrati che rivelano carattere e convinzioni del jazzista, come il suo "Black pride", come lo ha definito Moretti, l'orgoglio nero rivendicato con forza in più occasioni. Oltre al successo, il principe delle tenebre conobbe l'abisso della tossicodipendenza. "Dopo essersi innamorato di una cantante francese- racconta Moretti- e averla lasciata per tornare a New York, Davis cadde nella depressione, dandosi poi all'eroina. Dopo molti tentativi e con l'aiuto del padre riuscì a disintossicarsi". "La droga- ha affermato Nissola- in quegli anni era un mezzo per perpetrare la schiavitù sugli afroamericani da parte dei bianchi. La droga annulla l'individuo nel fisico, nella dignità, nella capacità di essere uomo". La vita tra il paradiso della musica e l'inferno della droga è commentata nel libro anche nell'introduzione di Gianni Novazio. Significativi e apprezzati i passaggi scelti e interpretati da Caterina Deregibus. Un libro "scritto bene", come ha commentato Moretti, quello di Nissola e che sta incontrando il gradimento di tanti lettori, tanto che, ci informa l'autore, l'editore sta pensando a una prima ristampa.