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  • 12 febbraio 2009
  • Australia

Tutti salvi i monferrini che vivono in Australia, flagellata dagli incendi e dal rischio alluvioni

E’ gravissimo il bilancio provvisorio in termini di vite umane e danni ambientali ed economici dovuto agli incendi che flagellano da alcuni giorni il sud-est del continente australiano: un inferno di fuoco, scoppiato in zone rurali non lontano da Melbourne, che finora ha distrutto più di 3000 chilometri quadrati di territorio e raso al suolo intere cittadine. Si teme che le vittime possano arrivare a più di 200. Testimoni riferiscono che in taluni casi il fuoco avanza a grandissima velocità, investendo case e tagliando strade così da impedire le vie di fuga. Sono centinaia i vigili del fuoco impegnati a contenere le fiamme degli incendi, causati certamente dall’anomala ondata di caldo (le temperature hanno sfiorato anche i 48 gradi, con punte massime superiori di 15-18 gradi alla media climatologica) e dai venti sostenuti, ma ai quali sembra aver contribuito anche la mano dolosa dell’uomo. I roghi si sono propagati in tre Stati, Victoria, Nuovo Galles del Sud e il territorio di Canberra. Nel Paese, com’è noto, vivono moltissimi discendenti di piemontesi e monferrini. Ad essi il Consiglio Regionale del Piemonte ha già espresso solidarietà attraverso le parole del suo presidente Davide Gariglio e della vicepresidente Mariangela Cotto. I due hanno anche raggiunto telefonicamente Sergio Miglietti, presidente dell’Associazione Piemontesi di Melbourne, e Anna Chiesa Di Pasquale, del direttivo di Brisbane, in quali hanno assicurato che nessun corregionale è stato in qualche modo coinvolto dalla gravissima situazione. La Di Pasquale, in particolare, è originaria della nostra zona (il nonno proveniva da Lussello di Villadeati) ed alla sua famiglia è stata dedicata una pagina dei Graffiti nel novembre 2002. Rassicurazioni ci arrivano anche da Piero Molachino, figlio di Conzanesi trasferiti a Brisbane, e da Deanna Isoardi, la cui mamma emigrò in Australia da Pontestura. Contattati direttamente, i due dicono di essere in zone sicure. «Grazie dei pensieri per noi qui in Australia - scrivono - Nel sud-est è purtroppo un grande disastro. Sergio Miglietti, il presidente dei Piemontesi di Victoria, conferma il quadro drammatico. Più di 1000 case bruciate e si parla della possibilità di 300 morti. L’unica cosa che dà speranza in questo momento è il modo in cui la gente si è unita nell’aiutarsi. I soldi arrivano da tutta l’Australia e le storie di eroismo sono centinaia». «In Queensland - continua Deanna - abbiamo invece problemi per i rischi di inondazione. Ingham, dove ci sono tanti figli dei piemontesi, è stata alluvionata e le previsioni parlano dell’arrivo di nuove piogge nel fine settimana. Nei giorni scorsi io e mio marito abbiamo raggiunto in auto, da Brisbane, la città dove vive mia sorella, Townsville, ma siamo stati costretti a rientrare precipitosamente perché non cessava di piovere ed i fiumi stavano iniziando a straripare. Siamo ritornati quando l’acqua era già sulle strade a Bowen e Prosperine. Siamo riusciti a passare per un soffio: un viaggio di 2400 chilometri per pochi giorni di visita». Una situazione di estrema gravità, quindi, vuoi per il fuoco, vuoi per il pericolo di alluvioni, ma che finora ha fortunatamente risparmiato i nostri conterranei.

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Miryam Belfiore

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