Gli appuntamenti dei “Venerdì dell’Orchestra Femminile Italiana” hanno offerto, nel loro susseguirsi, occasioni qualificate di ascolto, in proposte musicali di qualità.
Una continuità che talvolta ha saputo distinguersi, creando particolari atmosfere di coinvolgimento, di forte partecipazione. Così è stato venerdì scorso, nei saloni dell’Accademia Filarmonica che l’Orchestra Femminile ha scelto per la stagione 2013, i convenuti hanno avuto l’opportunità di ascoltare pagine di Mozart e di Haydn. In esse, oltre alla precisione e alla scorrevolezza dell’esecuzione, il discorso musicale veniva attuato nelle sue particolarità, curate e sottolineate da una appropriata direzione di Roberto Giuffrè.
Il momento culminante si è avuto con l’esecuzione del Concerto per pianoforte e orchestra in la maggiore KV 488 di W.A. Mozart. Maria Gloria Ferrari al pianoforte ha coniugato compostezza e concentrazione con classe esecutiva rimarchevole e raffinata, che unita all’ispirata direzione di Giuffrè ha saputo coinvolgere l’attenzione dei presenti in modo crescente, per giungere alla sentita commozione dell’Adagio centrale.
Accorata “siciliana”in cui il sentimento del dolore presente nella partitura è stato comunicato in modo tangibile da M.G. Ferrari grazie anche ad un pianismo ammirevole( nel brano non mancano velleità virtuosistiche) e all’apporto dell’orchestra. In questo concerto Mozart(come nel KV 482) nell’insieme strumentale usa i clarinetti al posto degli oboi; si ha così un impasto sonoro dal colore particolare, un timbro significativo negli interventi con il flauto. Densa di contenuti espressivi la parte conclusiva, agitata dalle frequenti modulazioni. Ripetutamente acclamata M. G. Ferrari concedeva come bis una Mazurca di F. Chopin.
Il programma comprendeva inoltre il Divertimento per archi in fa maggiore KV 138 di W.A. Mozart che ha trasmesso il suo tratto italianeggiante nella sua vivacità che presenta anche momenti umoristici o drammatici. Per chiudere la serata è stata eseguita la Sinfonia n. 6 “Le Matin”in re maggiore di J. Haydn. Questa composizione, che fa parte di una trilogia di sinfonie (le altre sono Le Midi e Le Soir) scritte per il principe Esterhàzy, conserva nella sua orchestrazione ancora un impianto tipico del concerto grosso, rendendo “concertanti” alcuni strumenti.
Dinamismo e brillantezza sono stati esaltati dalla direzione di Giuffrè in un finale di accurata esecuzione.
VIDEO ALLEGATO