Inaugurata la retrospettiva dedicata a Colombotto Rosso
di Marina Maffei
Grande emozione sabato all’inaugurazione della splendida mostra dedicata a “Il mondo fantastico e inquietante di Enrico Colombotto Rosso”, artista torinese di nascita ma monferrino di adozione, scomparso lo scorso aprile a 87 anni e sepolto nel cimitero di Camino dove da anni risiedeva. Colombotto Rosso è tra i più significativi rappresentanti del panorama artistico italiano del secondo Novecento: la mostra, organizzata dal Comune di Casale (assessorato alle manifestazioni, ndr) con la collaborazione della Fondazione intitolata al Maestro, è stata mirabilmente collocata nelle sale del Castello del Monferrato.
A fare gli onori di casa il sindaco di Casale Giorgio Demezzi e l’assessore Emanuele Capra, che ha portato il saluto del collega Giuseppe Filiberti, Capra, che ha seguito da vicino tutta la programmazione, ha ricordato il prezioso lavoro svolto dal predecessore di Filiberti, il compianto Augusto Pizzamiglio, “il cui obiettivo era portare il Monferrato alla ribalta, creando un momento culturale legato alla territorialità locale. È bello infatti che Casale ospiti le opere di artisti ma se esse esprimono lo spirito e i sentimenti della città fungono anche da promozione turistica per la sua immagine, restituendole forza e vigore. Questa mostra era stata fortemente voluta da Pizzamiglio e la scelta di aprirla al pubblico nelle settimane che coincidono con la Festa del Vino testimonia la volontà di legare la cultura enogastronomica del nostro territorio con la cultura con la C maiuscola”.
Un ricordo condiviso anche dal primo cittadino, che ha sottolineato la caratura di Enrico Colombotto Rosso “artista conosciuto in tutto il mondo, che ha dato lustro al Monferrato” e formulato l’augurio che la mostra venga visitata dai più giovani, in particolare dagli studenti.
La rassegna, che sarà visitabile fino al 6 ottobre, è infatti uno spaccato estremamente rappresentativo della prima fase creativa di Colombotto Rosso, con lavori dai primi anni ‘50 fino alla fine degli anni ‘80.
“Opere ad olio che colpiscono per la ricchezza, l’attenzione al particolare, l’intensità” ha commentato Carlo Pesce, al quale è stato affidato il testo critico presente in catalogo e che ha rilevato quanto sia difficile classificare Colombotto Rosso.
“Il suo nome è stato accostato da Vittorio Sgarbi al Surrealismo, ma per me in Enrico c’è sempre stato qualcosa di più”. La sua unicità si coglie perfettamente in un’opera come “La sposa”, una figura che ricorda per la sua evanescenza un’entità entoplasmatica ma che, ad uno sguardo più attento, rivela un amore profondo per il dettaglio, con richiami culturali unici, che attestano la profonda conoscenza artistica di Enrico il quale ha attraversato nei suoi viaggi e nelle sue amicizie tutta la cultura europea negli anni ‘60 e ‘70.
“E’ un punto d’onore per questa terra che Colombotto abbia scelto di trasferirsi a Camino. Questa mostra meravigliosa – ha concluso Pesce - è un grande omaggio alla sua arte ed invito il pubblico a lasciarsi trascinare dalla bellezza delle miniature e della tavolozza cromatica, senza focalizzare l’attenzione esclusivamente sul soggetto che, in definitiva, non è che il nostro riflesso in uno specchio”.
Testimone lucido di una condizione umana caratterizzata dal tormento e dalla sofferenza, Colombotto Rosso ha portato nei suoi quadri inquietudine e mistero, con un contrasto spesso violento tra la tensione drammatica che connota le sue figure e la solitudine che ne pervade gli sguardi.
“Non c’è nulla di consolatorio nell’arte di Colombotto Rosso” ha sottolineato nel suo commosso ricordo la critica Giorgia Cassini, che ha collaborato con il grande pittore e ne ha in più occasioni valorizzato la dimensione artistica e intellettuale. “Il suo complicato mondo di inquietanti figure ci fa riflettere sulla nostra condizione di uomini”.
La Cassini ha sottolineato la contemporaneità dell’artista, citando – una su tutte – la splendida “Madonna con il gatto”, mirabile sintesi dell’universo dell’artista.
Tra il pubblico, molto numeroso, i tanti amici di Enrico Colombotto Rosso, per la prima volta riuniti dalla scomparsa dell’artista.
La personale, curata dal pittore Camillo Francia e con veste grafica del designer casalese Loris Barbano, è costituita da trentasei opere. E’ visitabile nei giorni festivi e prefestivi dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.