Il mosaico cosiddetto del capo di Nicanore, uno dei più belli e più truci del Duomo, si trova sulla parete a sinistra della porta d’ingresso alla sacrestia.
Su di esso ho scritto su questo giornale un articolo al quale rimando il curioso lettore ("Il Monferrato" 24 ottobre 2006, p. 17). Nel disegno del Mella (v. illustrazione) si vede nella parte destra un guerriero più robusto degli altri del seguito, con l’indice rivolto verso il capo e il braccio tagliato di Nicanore e con lo scudo appoggiato al suolo. L’immagine del guerriero è andata persa durante i lavori di ricollocazione del mosaico sulla parete. E. Comello e G. Ottolenghi nel loro libro sui mosaici casalesi (p.27) identificano il guerriero con Giuda Maccabeo e con ragione. Lo indicano, infatti, la posizione di preminenza rispetto agli altri guerrieri e la maggiore stazza con cui nel Medioevo si indicavano i personaggi più importanti (re, Cristo, la Madonna e i santi). I due benemeriti ed onesti studiosi notano che nel disegno del Mella ci sono delle lettere davanti a Maccabeo, ma confessano di non saperle interpretare né raggruppare. Sono I C N DE I e si trovano all’altezza della scritta a sinistra CAPVT/ NICA/NO/RIS. Nessuno, che io sappia, si è cimentato nell’impresa di dare un senso alle lettere, integrando, secondo un rigoroso procedimento filologico, quelle che mancano. Ma è davvero impossibile trovare una soluzione?
Nella Bibbia ( Macc. II xv,32-35) si narra che Giuda Maccabeo, dopo l’uccisione di Nicanore, ne mostrò il capo e la scellerata mano che lo sconfitto aveva steso contra domum sanctam omnipotentis Dei (“contro la casa santa di Dio onnipotente”): non solo il capo, ma anche la mano dell’insensato (dementis) fece appendere in faccia al tempio ( contra templum ). Allora tutti benedissero il Signore del cielo esclamando: “Benedetto colui che ha preservato da profanazione il suo tempio (locum suum)”. Tenendo conto dello spazio nel quale si devono integrare le lettere mancanti, si può ricostruire la frase seguente: I(N) C(OR/)N(V LO/)C(I)/DE/I. Le due scritte in questo modo si collegano: CAPVT NICANORIS - IN CORNV LOCI DEI ( “Il capo di Nicanore nell’alto del tempio di Dio”). Si capisce perciò il gesto di Giuda Maccabeo, indicante il capo dell’empio sconfitto, posto in alto sull’estremità del tempio alla vista di tutti. Il monito è chiaro:così finiscono coloro che minacciano il locus Dei, il Tempio.
Olimpio Musso