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Un 2017 da record per i consumi idrici. L’acqua non manca

I dati sui consumi parlano di una richiesta idrica superiore anche al 2003, considerato come l’anno siccitoso per eccellenza del nuovo millennio. E invece il 2017 sta battendo quel primato come dimostrano le registrazioni dei consumi idrici da parte del Consorzio dei Comuni per l’Acquedotto del Monferrato. È lo stesso presidente Aldo Quilico a confermarlo: «Il picco dei consumi in realtà si è finora verificato a giugno, nei giorni che hanno preceduto i primi temporali. In quel periodo si è arrivati a distribuire in rete 53mila metri cubi circa di acqua al giorno, cifra comprensiva anche delle vendite verso gli acquedotti astigiani legati al nostro attraverso l’interconnessione». Nell’estate 2003 il consumo massimo era arrivato a circa 44mila metri cubi: «Ciò fa intendere come l’estate in corso sia caratterizzata dalla siccità in quanto intorno al 2003 gli utenti erano in numero maggiore ed erano presenti anche più orti sul territorio monferrino. Inoltre anche i consumi medi da parte delle cosiddette seconde case è calato in quanto nell’estate la frequentazione delle case monferrine di villeggiatura è cambiata e non è più stanziale per l’intera stagione ma solo saltuaria e concentrata in alcuni fine settimana». Ma se la televisione annuncia in questi giorni per diverse zone del nostro paese situazioni di emergenza, in Monferrato tale scenario sembra ancora assai distante: «Stiamo facendo fronte alle richieste e possiamo confermare che il nostro non è un acquedotto soggetto a stati di crisi idrica o sofferenza di prodotto. D’altronde abbiamo accettato di garantire cessioni di acqua all’astigiano per quantità che potrebbero arrivare anche a ben 150 litri al secondo e ciò è indice di buona disponibilità di acqua per il nostro stesso territorio. L’unico problema è quello delle rotture. La siccità estrema causa infatti maggiori casi di perdite con conseguenti guasti e interruzioni temporanee che si protraggono per il tempo necessario al ripristino. Nei prossimi anni abbiamo in programma la sostituzione di condutture per una lunghezza di oltre un centinaio di chilometri. A rallentare il piano di ammodernamento è spesso la burocrazia e certo uno snellimento delle procedure, almeno per quanto riguarda gli interventi di carattere straordinario, potrebbe sicuramente giovare».

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Silvia Sassone

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