Parco di Crea, al via i lavori: da gennaio la riqualificazione paesaggistica e boschiva
Importanti lavori di riqualificazione paesaggistica e boschiva sono pronti a partire all’interno della superficie forestale della Riserva Speciale del Sacro Monte di Crea, già patrimonio Unesco, nonché bosco da seme della Regione Piemonte.
«La gestione di un così importante luogo - emerge dal comunicato diramato in questi giorni dall’Ente di Gestione - non si esaurisce nella conservazione e valorizzazione del patrimonio storico ed artistico presente, ma coinvolge necessariamente la manutenzione e la cura del territorio nel suo complesso». Le coperture forestali hanno sviluppato nel tempo situazioni di instabilità strutturale e di deterioramento ecologico e naturalistico.
A tutto questo si aggiungono l’invecchiamento della copertura forestale, la colonizzazione e lo sviluppo di specie estranee ed inadatte alla località, unitamente alle forti pendenze ed alla particolare geologia del monte, tanto da generare situazioni di rischio per l’incolumità pubblica legata alla caduta di alberi.
«Inoltre - cita sempre il comunicato - risulta importante intervenire per ripristinare l’equilibrio idrogeologico dei versanti più ripidi, ringiovanendo le coperture vegetali e rimuovendo i soggetti arborei più instabili, pesanti e mal radicati, oltre che per realizzare interventi mirati alla valorizzazione delle piante porta seme, al fine di dare un vantaggio competitivo alle preziose specie naturali originarie che compongono il patrimonio boschivo locale, difendendole dalla eccessiva concorrenza delle specie estranee, che per differenti motivi si stanno infiltrando all’interno delle coperture autoctone».
Grazie all’aggiudicazione di un bando finanziato dal Piano di Sviluppo Rurale, entro il mese di gennaio potranno iniziare gli intenti progettuali il cui decorso dei si prolungherà sino al prossimo mese di maggio, con una spesa complessiva di circa 150.000 euro. La ditta affidataria è la “Ingegneria & Ambiente s.r.l.” di Saint-Cristophe (Valle d’Aosta). «È indubbio che il cantiere genererà disagi alla fruizione dei luoghi, ma la pazienza della cittadinanza è richiesta al fine di restituire a tali luoghi un sostanziale miglioramento delle condizioni ecologiche e di sicurezza».
Tra le fasi operative vi sarà un primo step che prevede un rilevante abbattimento del numero di soggetti arborei estranei, per una selezione mirata a vantaggio dei soggetti autoctoni che costituiranno il patrimonio paesaggistico e naturalistico dell’area.