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  • 01 novembre 2020
  • Casale Monferrato

Mercato Immobiliare

Piemonte e Monferrato: bilocali in vendita, è un buon momento

Prezzi in leggero ribasso per acquisti e locazioni

Aumentano i bilocali in vendita nei centri urbani piemontesi: un altro effetto della pandemia che, seppur indirettamente, continua a influenzare il mercato. Dalle rilevazioni di Fiaip Piemonte (Federazione italiana agenti immobiliari professionali), «benché il trilocale nel 2020 continui a essere l’appartamento più richiesto e venduto con il 35% dell’offerta sul mercato, stupisce l’incremento di abitazioni con due stanze (living e camera da letto) messe in vendita. Rispetto al 2019, nelle principali città della regione, l’offerta dei bilocali è cresciuta di quasi 2,5 punti percentuali, rappresentando oggi il 32% delle soluzioni in vendita. In leggera contrazione i quadrilocali (20% dell’offerta), mentre sono stazionari i 5 vani (11%) e i monolocali (2%)».

Chi lascia le “due stanze”...

«L’aumento dell’offerta immobiliare dei bilocali è sintomatica delle trasformazioni in atto», commenta Paolo Papi, presidente di Fiaip Piemonte. «Oggi chi cambia la prima casa, cerca una stanza in più – spiega -. È dunque probabile che si lasci un appartamento con due stanze per passare a un trilocale. Ma c’è anche un’altra componente da tener conto. Il bilocale è il tipico taglio immobiliare ad uso investimento, per turismo, affitti brevi a trasfertisti e studenti. Con un calo di queste finalità – spiega Papi - non è raro che un proprietario decida di sbarazzarsi dell’immobile, vendendolo». Al contrario: «Chi dispone di una casa con metrature più ampie è più incline a mantenerla, reputandola confortevole e adeguata alle proprie esigenze».

Investire nel mattone

La  tendenza si individua prevalentemente nei centri urbani più grandi della regione: «Potrebbe essere il momento buono per comprare bilocali - spiega il presidente Fiaip -. Chi intende investire nel mattone, oggi può trovare occasioni interessanti, perché sul mercato c’è un surplus d’offerta rispetto alla domanda». Infatti circa il 40% di chi cerca un alloggio «guarda ai tre vani e solo il 25% punta al bilocale.  Dunque in testa alle ricerche c’è il trilocale, mentre si delinea un andamento generale verso case dalle dimensioni più grandi: una domanda creata non solo dalle famiglie, ma anche dalle coppie che riesce a incontrare più rapidamente l’offerta presente sul mercato».

Maggiori spazi

Chi invece vive in periferia e cerca una nuova casa, «è più portato a guardare soluzioni indipendenti o semi-indipendenti per godere di maggiori libertà e spazi all’aperto. Negli ultimi mesi, complice anche la bella stagione, su cinque nuove richieste tre hanno riguardato case e villette con giardino o cortile. «Non è insolito – sottolinea Papi - che chi ha goduto di una casa in campagna, in affitto per villeggiatura, valuti un cambiamento abitativo non più temporaneo verso questa soluzione».

Prezzi in ribasso

All’inizio del 2020 il mercato degli immobili residenziali si era avviato bene, ma l’arrivo della pandemia ha bloccato le contrattazioni e, anche se nel corso dell’estate la situazione è leggermente migliorata, l’anno in corso si chiuderà con un risultato che gli esperti prevedono in ribasso del 20 per cento rispetto all’anno precedente. E di conseguenza i prezzi si stanno indebolendo di un 2 per cento. E purtroppo le previsioni per l’anno prossimo vedono grigio con quotazioni in ulteriore, anche se contenuto, ribasso; per fortuna le contrattazioni sono viste in parziale miglioramento.

Situazione debole anche nel settore delle locazioni, che rallenteranno sia dal punto di vista dei nuovi contratti che da quello dei canoni; siamo in un momento di debolezza del mercato dovuta al nuovo modo di lavorare, al minor dinamismo delle imprese, con riflessi sull’occupazione e con un minor ricorso agli affitti brevi.

Un elemento positivo potrebbe essere costituito dall’affermarsi di nuove esigenze abitative (diversa disposizione dei vani, maggiori spazi, richiesta di balconi, maggior luminosità) che potrebbero portare un qualche miglioramento al settore edilizio con maggior produzione nel settore delle costruzioni.

Mattone di carta

Si parla di “mattone di carta” quando ci si riferisce a strumenti finanziari che investono (da parte di professionisti specializzati) in immobili sia residenziali che commerciali; e si parla di Fondi Immobiliari, di ETF specializzati, Società Immobiliari, Ebbene, la pandemia ha avuto effetti devastanti anche su questi strumenti, se pure in misura minore rispetto all’investimento diretto in immobili. Ciò perché l’intervento era effettuato tenendo nel mirino alloggi, alberghi, centri commerciali, capannoni industriali, negozi, uffici, strutture ospedaliere, case di riposo; in sostanza distribuendo il rischio su un più ampio ventaglio di interventi. Beati quei Fondi che non avevano investito tutto il liquido in cassa, perché su queste riserve ovviamente non vi è stata minusvalenza. Per questi titoli (denominati appunto “mattoni di carta”) la perdita da inizio anno si è limitata ad una media del 16 per cento, inferiore alla perdita di valore degli analoghi immobili che invece hanno perso il 30 per cento.


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