Articolo »

L'editoriale: Proviamo a riprendere il treno per Milano

In attesa che si definisca la questione della sede dell'Asl e a pochi giorni dall'esito delle elezioni che per la seconda volta consecutiva, a meno di un ripescaggio di Marco Botta alla Camera, lasceranno il Monferrato Casalese senza rappresentanti diretti in Parlamento, non è facile cogliere segnali di inversione di tendenza rispetto a quel processo che molti osservatori fotografano come un progressivo declino del territorio. Oltretutto la prospettiva inevitabile di un anno preelettorale fa temere che per dodici mesi si pensi soprattutto a preparare lo scontro delle comunali e delle provinciali 2009 e non alle ricette per il futuro di Casale. L'auspicio è quello che gli schieramenti possano definire al più presto le scelte sulle candidature, in modo che si possa poi avere il giusto tempo per una campagna elettorale fatta finalmente sui programmi. O meglio, sulle idee di rilancio per Casale: perché sono indispensabili. In campo economico, culturale, turistico, di leadership. Accanto c'è poi la questione della difesa dell'identità del territorio che ancora nelle ultime settimane è stata al centro di un vivace dibattito sulle pagine del nostro giornale. Bando ai campanilismi sterili, d'accordo. Ma serve grande compattezza per evitare che si consumino autentici scippi. Nello stesso tempo, sarebbe controproducente - e certamente inutile - abbandonarsi al pessimismo sulle sorti della città e del territorio. Il momento è difficile, ma la storia ha anche una sua ciclicità: e spesso proprio quando si arriva vicini al punto più basso, si trova la forza di iniziare, finalmente, a risalire. Si può piangere sulle tante, troppe occasioni perdute. Ma si può anche provare a guardare avanti, alle prossime opportunità. Ad esempio, in campo turistico-culturale e anche in merito al ruolo della città, le celebrazioni del 2011 per l'Unità d'Italia, che riserveranno un posto importante a Torino ma nel quale Casale - patria del presidente del Consiglio dell'epoca, Giovanni Lanza - può a buon diritto rivendicare un ruolo di primo piano. Ad esempio la candidatura del paesaggio vitivinicolo al riconoscimento Unesco come patrimonio mondiale dell'umanità, che può contribuire in modo determinante a definire finalmente una sorta di piano regolatore urbanistico-ambientale comune a tutto il Monferrato. O ad esempio le nuove sfide legate alla ricerca delle energie alternative: partita importantissima e alla quale la Regione Piemonte dedicherà risorse economiche notevolissime. Ma si può e si deve pensare - anche e soprattutto - alla grande opportunità che sarà costituita dall'Expo 2015 di Milano, evento che dovrebbe portare effetti di ricaduta su un territorio anche più ampio di quello della classica 'ora' di distanza (intesa come i 60 minuti di tempo necessari per raggiungere un luogo). E qui sarebbe forse il caso di rispolverare e di considerare prioritario quel progetto di collegamento diretto con Milano su rotaia (treno o metro leggero) che potrebbe essere davvero l'infrastruttura della svolta per tutto il territorio casalese.

Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Barbara Marini

Barbara Marini
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!