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  • 18 dicembre 2020
  • Casale Monferrato

Il nuovo libro di Renzo Rolando

Delitti e misteri a Casale e nel Monferrato

Nell'opera emergono anche angoli ormai storicizzati della città

"Delitti e misteri a Casale e nel Monferrato. Cento anni di delitti, misteri e truffe da metà Ottocento a metà Novecento illustrati da cartoline d'epoca", è il titolo dell'ultimo libro di Renzo Rolando. Citazione per gli ultimi tre volumi su Casale capitale, sulle osterie e sul cimitero (in ristampa aggiornato).
Bisogna dire che il materiale (molto tratto da Il Monferrato e L'Elettore) non gli manca: gli episodi citati sono quasi cento di cui 59 omicidi.

Una terra dove sembra che molti girassero col coltello (troviamo anche un cieco protagonista di un delitto). Molto utile nel sommario l'elenco delle località citate da Alfiano Natta a Zanco di Villadeati. Emergono anche angoli ormai storicizzati della città (vedi le immagini): il Rossignoli in via Lanza era il ritrovo dei mediatori agricoli, si mangiava bene all'albergo dei Tre re vecchi in piazza della Sottoprefettura (oggi Rattazzi), un altro grande albergo era il Mogol in piazza XXV aprile (possiamo aggiungere che vi dimorò il futuro grande scrittore Bonaviri nel periodo in cui era ufficiale medico a Casale).


Torniamo alla cronaca. Qualche esempio. Il 12 agosto 1907 nei pressi di San Germano venne trovato il cadavere di Ernesto Degiovanni deceduto in seguito ad una ferita di coltello all'addome. Subito indiziato Stefano Biginelli giardiniere della vicina villa Montalbano che, reduce dalla festa di Mirabello, era venuto a contesa col Degiovanni ed aveva menato il colpo mortale. Doveva avere un buon avvocato perchè, finito in Corte d'assise per omicidio fu mandato assolto per legittima difesa.
Andò peggio a Giovanni Gallo contadino e macellaio di Cerrina condannato a 30 anni di reclusione per aver ucciso il 4 giugno 1902 la compaesana Chiarina Gavazza titolare di una merceria di cui si era invaghito. La semi-infermità mentale ricorreva già nei processi di inizio secolo e salva Severino Gatti detto Balin che col suo coltello recide l'arteria femorale ed uccide Ludovico Rutto ventenne contadino da Frassinello in una lite nella ricorrenza della festa patronale di Casorzo dove, altra curiosità citata da Rolando, erano stati impiantati due balli, uno privato a cura dei socialisti e un altro sulla piazza da parte della musica del paese.


Dicevamo del cieco: Edoardo Vipiana residente a Viarigi "senza professione perchè cieco nato", compare davanti ai giudici imputato di aver ucciso Giuseppe Alciati per un cardo sparito; riconosciuto un eccesso di difesa, la pena per il nostro cieco è di 6 anni e 3 mesi più duemila lire di provvisionale alla parte civile.  Non mancano truffe e furti come quello della cascina Faletta per ben tre milioni del 1903 finito pure su una cartolina della ditta Michelerio di via Lanza. Ci piace citare arrivando all'ultima parte del volume i nomi di alcuni avvocati difensori: Bori, Saffirio, Ubertis, Restaino, Boverio, Bassignana e Punzo. Il libro è disponibile alle librerie Labirinto e Coppo.


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Silvia Sassone

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