Stipendio no, tasse sì. L’ex ditta non ha pagato gli stipendi, ma il fisco bussa alla porta
di Massimiliano Francia
L’azienda - la Vetroresina di Giuseppe Monticciolo che produceva caschi in Morano - ha chiuso ormai da cinque anni, da settembre 2005.
I dipendenti sono stati licenziati ma non hanno mai ricevuto il saldo degli ultimi tre stipendi e il saldo del trattamento di fine rapporto.
Ora hanno deciso di rendere pubblica la loro situazione e hanno scritto una lettera al nostro giornale.
«Tramite il sindacato e lo studio legale convenzionato - raccontano - abbiamo proposto ricorso al Giudice del lavoro. Nel frattempo sono stati pignorati dei beni il cui valore non copriva neanche una minima parte dei crediti spettanti.
«Abbiamo tentato anche di fare domanda al Fondo di Garanzia dell’lnps, che dovrebbe rispondere in caso di insolvenza da parte del datore di lavoro. Su 15 domande però una sola è andata a buon fine, mentre per le altre ci è stato risposto che è necessario avere da parte del Tribunale fallimentare la reiezione del fallimento. Abbiamo richiesto anche quello e nei prossimi giorni speriamo di avere la risposta».
Nel frattempo a qualcuno è arrivato nei giorni scorsi l’invito da parte dell’Agenzia delle Entrate di pagare le tasse su quei soldi che in realtà non ha mai percepito, ma che la ditta ha dichiarato al fisco di avere pagato, spiegano i lavoratori.
«Insomma a distanza di cinque anni non solo non abbiamo ancora preso quanto ci spetta per diritto ma ci viene chiesto anche di pagarci le tasse. Ci sembra una situazione assurda e inverosimile, e ci chiediamo ancora oggi come sia possibile una burocrazia ad ostacoli continui di fronte a casi del genere, in cui per ottenere ciò che è già tuo devi penare per anni con l’unico risultato che passi ancora dalla parte del torto, perché vale più una dichiarazione del datore di lavoro del il calvario che abbiamo dovuto subire.
«Chiediamo semplicemente di non infierire su situazioni già drammatiche e disperate e la ringraziamo per lo spazio che vorrà dedicarci».
Il commento del sindaco
Enzo Piccaluga, sindaco di Morano, esprime la propria solidarietà ai lavoratori scrivendoci: «Mi chiedo come cittadino il perché l’Inps non ha ancora pagato; vorrei sapere che problemi ci sono stati ed i motivi del ritardo. Proprio perché un ente pubblico dovrebbe essere al servizio del cittadino, ma credo che in questo caso non lo sia stato».
Il caso Ice Tech
Un caso praticamente analogo riguarda anche quattro lavoratori Ice Tech, una ditta che aveva sede in Strada alla diga a Casale e che produceva frigoriferi industriali per gelati e surgelati, occupando una quindicina di dipendenti.
Un caso sul quale ci eravamo soffermati già nel luglio del 2009.
Ora i lavoratori si sono nuovamente rivolti nuovamente al nostro giornale per chiedere che la loro situazione non cada nel dimenticatoio, complice anche il fatto che si tratta «soltanto» di quattro lavoratori.
Cosa che rende ancora più difficili le loro rivendicazioni.
Anche se i numeri in situazioni di questo tipo non si vede cosa contino.
Dopo essere stati licenziati nel 2008 «per mancanza di lavoro - ci avevano raccontato i lavoratori - non abbiamo ancora percepito gli ultimi stipendi né il trattamento di fine rapporto e il saldo di tutte le altre spettanze, come festività non godute e così via».
E la situazione a tutt’oggi non è cambiata di molto. Per un paio di loro si tratta anche di una cifra consistente, circa 20mila euro.
I lavoratori hanno ricevuto un forfait dopo che lo scorso anno avevano ipotizzato un ricorso alla magistratura, in quanto non era chiaro che fine avessero fatto negli ultimi mesi le loro indennità di cassa integrazione, che risultavano versate dall’INPS, anche se nelle loro tasche non erano mai arrivate. Gli ultimi tre mesi di cassa integrazione - da aprile a giugno del 2008 figuravano anche nel CUD - cosa che ha comportato altre complicazioni perché i lavoratori hanno dovuto fare una autocertificazione per chiarire qual era il loro reddito reale.
Il CUD è stato quindi ricusato come non veritiero ma - dicono i lavoratori - «quello corretto non è ci mai stato inviato».
L’azienda non ha risposto
Inutili tutti i tentativi di prendere contatti con l’azienda, anche da parte dei sindacati sia per un confronto bonario in azienda o al sindacato, sia all’Ufficio del lavoro, sia all’udienza convocata in tribunale dal Giudice del Lavoro: «Non si sono mai presentati...».
Il sindacato si era pertanto detto intenzionato a procedere con l’istanza di fallimento, ma a distanza di un anno la responsabile del settore invita ancora «ad avere pazienza», spiegano i lavoratori.
«Esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori della Monticciolo - affermano gli ex della Ice Tech - e ci auguriamo che possa risolversi presto con la loro anche la nostra situazione».