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Coronavirus
Mercato ambulante a Casale: martedì solo alimenti
Nella giornata di giovedì, si è tenuto un incontro tra l’Amministrazione e le associazioni di categoria del commercio ambulante: si riparte martedì 28 aprile
Dopo una lunga vicenda, finita pure negli uffici della Procura, riprenderà il mercato settimanale. Almeno per i generi alimentari. Nella giornata di giovedì, si è tenuto un incontro tra l’Amministrazione e le associazioni di categoria del commercio ambulante per definire la riapertura di martedì 28 aprile.
L’assessore Giovanni Battista Filiberti, presente con il dirigente Roberto Martinotti e il responsabile dell’Ufficio Commercio Roberto Diana, della Polizia Locale con il comandante Vittorio Pugno e il commissario Piero Bo e il coordinatore della Protezione Civile Enzo Amich, spiega che vi saranno «regole precise per la massima sicurezza sia per chi vende, sia per chi acquista». Martedì, dunque, «saranno presenti dalle 7.30 alle 13 in piazza Castello i soli banchi alimentari all’interno di un’area delimitata da transenne lungo le mura della fortezza, il cui ingresso sarà contingentato e garantito presenza della Polizia Locale e della Protezione Civile». All’interno del mercato, al quale vi si potrà accedere solo previa misurazione della temperatura corporea, è raccomandato l’uso della mascherina e dovrà essere rispettata la distanza interpersonale con un accesso ai banchi che non potrà essere che di due persone alla volta.
«In queste settimane, il Comune di Casale - commenta il sindaco Federico Riboldi - ha dimostrato di essere all’avanguardia, soprattutto se si pensa che parliamo di una città di oltre 30mila abitanti. Tutte le problematiche che sono sorte negli ultimi due mesi, abbiamo cercato di affrontarle con un obiettivo ben preciso: la salvaguardia della salute e della sicurezza dei cittadini».
La vicenda che aveva ruotato attorno alla sospensione del mercato era iniziata il 12 marzo in via prudenziale, prorogata fino al 25 marzo nell’«impossibilità di adattare idonee misure atte a garantire il rispetto della distanza di sicurezza, nonché del divieto di assembramento in luogo pubblico»; il 25 marzo, nonostante la contrarietà delle organizzazioni di settore (Confesercenti, Fiva-Confcommercio e Alar-Confterziario), un’ulteriore proroga fino al 3 aprile, data in cui si è avuto un aggiornamento della sospensione del mercato fino al 13 aprile e, il 10 aprile, fino al 17.
E poi l’esposto in Procura: «La riapertura del mercato ambulante – aveva chiosato Roberto Quirino - non rappresenta solo il diritto degli operatori a poter svolgere la propria attività, garantita da tutti i decreti emanati fino ad ora dal Governo, ma significa una migliore gestione, anche sanitaria, dell’approvvigionamento alimentare dei cittadini ed evita le concentrazioni e gli assembramenti nei punti vendita della grossa distribuzione».
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