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Danni per il maltempo

Gli allagamenti al cimitero dopo il nubifragio di agosto

Tante segnalazioni per le infiltrazioni al tetto dei colombari

Il nubifragio dello scorso 1° agosto ha divelto parte del tetto dei colombari retrostanti la camera mortuaria del cimitero di Moncalvo. Oltre 200 loculi da quel giorno non hanno più una copertura. Da allora sono stati diversi i temporali che si sono susseguiti e che hanno provocato infiltrazioni d’acqua dal soffitto, lungo le pareti e nei corridoi.

«Ho ricevuto diverse segnalazioni da concittadini preoccupati e arrabbiati per la situazione in cui versa il cimitero - denuncia il consigliere di minoranza Diego Musumeci. 

«Anche dalla base dei loculi esce acqua, segno che è stato intaccato l’interno delle nicchie che ospitano i defunti. Per terra si formano grandi pozzanghere d’acqua, pericolose in particolar modo per gli anziani che rischiano di cadere mentre vanno a far visita ai propri cari. Mi sono fatto portavoce in comune della situazione diverse volte, ma non ho mai ricevuto risposta se non quella del sindaco Orecchia che il primo settembre dice che la situazione è nota dal 3 agosto. A distanza di due mesi il tetto ancora non c’è e i problemi sono irrisolti. L’acqua ha continuato a penetrare nei colombari, nei corridoi e all’interno dei loculi. Dopo così tanto tempo di continue infiltrazioni, mi chiedo se sono stati eseguiti controlli sulla staticità della struttura ma anche sulle condizioni igieniche e sanitarie all’interno dei loculi. Il percolato che fuoriesce dalle nicchie ne è la dimostrazione» concludono dalla minoranza in Consiglio comunale.

La variazione di bilancio

Risponde Orecchia: “Nella variazione al bilancio che approveremo in Consiglio domani per i lavori relativi ai tetti si vanno ad anticipare con somme proprie i lavori più urgenti che saranno poi reintegrate con i trasferimenti da parte dell’assicurazione. Siccome l’area interessata dai danni è estesa e sono stati ingenti i sinistri, le assicurazioni sono indietro con le liquidazioni. Fiduciosi che il tutto si risolva entro la fine dell’anno, abbiamo deciso di esporre le somme al fine di eseguire almeno i lavori più urgenti. Come già detto più volte, abbiamo provveduto da subito a mettere dei teli di copertura, ma nei giorni in cui ci sono tormente non sono sufficienti. È ovvio che il tetto del cimitero, come altri, siano da fare; non abbiamo certo bisogno che venga qualcuno a dircelo. Siamo tutti buoni a parlare e dire come si devono fare le cose. C’è chi addirittura si improvvisa ingegnere. Queste persone non migliorano la situazione, creano solo confusione e rallentano le procedure, ostacolando il bene comune». 


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