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Nuove critiche
Vertice antimafia annullato. Deambrogio: "Il motivo? Una impresentabile candidatura"
"La Fondazione Antonino Caponnetto ha ricevuto un danno"
"Una brutta figura. Si dichiara sconcertato il sindaco di Casale Monferrato, Federico Riboldi, di fronte all’annullamento del Vertice nazionale antimafia organizzato dalla Fondazione Antonino Caponnetto, che si sarebbe dovuto svolgere a Casale Monferrato, con la collaborazione appunto del Comune".
Interviene così Alberto Deambrogio segretario regionale di PRC-SE: “E’ bene ricordare che la motivazione dell’annullamento sta nel dissenso della Fondazione rispetto alla premiazione del leghista Riccardo Molinari come persona che si sia distinta nella lotta alla criminalità organizzata. Su Riccardo Molinari, proposto da Riboldi per il Premio per la Legalità, risulta invece pendere un'indagine per falsificazione di documenti elettorali”.
“Il nome di Molinari non sarebbe stato gradito, dice il sindaco, tradendo con questa espressione la faziosità della sua posizione: non di gradimento, che rimanda a simpatie o antipatie generiche, si tratta, ma di opportunità e coerenza con i principi ispiratori della manifestazione, ovvero la riaffermazione della legalità laddove essa sia stata calpestata con violenza e spregio dello Stato”.
“Pare anche, tra l’altro, che il portavoce della Fondazione abbia chiesto al sindaco di eliminare quel nominativo dai candidati, e che Riboldi abbia rifiutato”.
“Pur volendo osservare con scrupolo un assoluto garantismo, è evidente che risulta impresentabile in simile contesto chi sia anche solo sospettato di aver violato la legge in qualsiasi modo. Non stupisce che il sindaco non comprenda l’annullamento dell’evento, dati i parametri con cui valuta la perdita: egli misura la gravità del fatto in rapporto all’impegno economico (quanti soldi ha investito il Comune, quale sforzo organizzativo, quante persone coinvolte) e non fa cenno affatto alla sostanza della motivazione addotta dalla Fondazione Caponnetto”
“Quanto sia grave l’incompatibilità di Molinari – ha concluso Deambrogio - deve invece risultare evidente proprio dal danno che la Fondazione stessa ha ricevuto dall’impossibilità di procedere alla sua ricorrenza annuale. La brutta figura, in sostanza, dipende dall’impresentabile candidatura al premio avanzata dal Comune di Casale, non certo dalla Fondazione Caponnetto, che si trova a dover rinunciare, per salvaguardare la serietà del proprio operato, ad un evento annuale di portata nazionale”.
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