Il Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei e la Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte di Oropa organizzano, in collaborazione con l'Università Cattolica
del Sacro Cuore di Milano, il Santuario di Oropa e il Santuario di Crea, un Convegno internazionale sulla diffusione delle Madonne Nere in ambito europeo.
Il Convegno si svolgerà a Oropa (BI) e a Crea dal 20 al 22 maggio 2010 e verrà presentato giovedì 25 marzo alle 17 alla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, in Via Garibaldi 17, tra i presenti il Vescovo della Diocesi di Biella, mons. Gabriele Mana e il Rettore del Santuario di Oropa Don Michele Berchi;
il sindaco del Comune di Biella, Dino Gentile e l’assessore alla Cultura della Provincia di Biella, Mariella Biollino.
Il convegno prevede la partecipazione di relatori provenienti da tutta Europa che apriranno un confronto su un tema
comune a molte realtà devozionali europee, da decenni terreno di ricerca e di discussione.
I Sacri Monti di Oropa e di Crea, strutture rilevanti del complesso devozionale dei due Santuari,
sono inseriti nel sito “Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia” riconosciuto nella Lista del
Patrimonio Mondiale dell’UNESCO (luglio 2003), che ne ha sottolineato il “valore universale
eccezionale” dal punto di vista storico, artistico e scientifico. Grazie alla qualificazione
internazionale del riconoscimento, la Regione Piemonte ha istituito, presso il Sacro Monte di Crea, il
Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei, che ha il
compito di valorizzare il sito dal punto di vista storico, artistico e culturale, attraverso studi e
convegni di elevato valore scientifico. In questo contesto, sono state individuate le sedi di Oropa e
di Crea per ospitare un Convegno di caratura internazionale.
In particolare, presso il Santuario di Oropa, le cui secolari origini sono attribuite a Sant'Eusebio, si
venera la statua di una Madonna Nera, ancora oggi oggetto di culto per migliaia di pellegrini.
Secondo la tradizione, Sant’Eusebio, fuggendo dalle persecuzioni ariane, diffuse il culto mariano in
tutto il Piemonte, legando il proprio nome ai Santuari di Oropa e di Crea. La Madonna bruna
venerata a Crea, sottoposta ad un restauro nel 1981, ha tuttavia perso il suo colore scuro.
Le Madonne di alcuni celebri Santuari mariani d’Europa sono nere o brune: Oropa, Crea, Varese e
Loreto in Italia, Montserrat in Spagna, Czestochowa in Polonia, Einsiedeln in Svizzera, Rocamadur
in Francia, sono i vertici di un diffuso e poco noto fenomeno di immagini mariane caratterizzate dal
colore bruno della Vergine. L’inconsueto colore di queste immagini, icone e simulacri lignei, è da
secoli un enigma, un terreno di ricerca e di confronto che vede talvolta schierati su fronti opposti
studiosi, devoti e autorità religiose. Una Madonna Nera è iconograficamente e devozionalmente una
vistosa eccezione nel panorama religioso medievale e moderno. Il nero nell’immaginario medievale
è infatti sempre congiunto alla sfera delle tenebre, del diabolico, del male.
Tra le spiegazioni che vengono addotte dagli studiosi vi è l'ipotesi che si tratti di immagini
“affumicate”, scurite dai fumi dei ceri che ardono davanti a loro da secoli o miracolosamente
scampate a furiosi incendi, oppure che si tratti di culti antichi dedicati alle dee madri, “assorbite”
dalle Vergini Nere del cristianesimo. Tra queste numerose teorie l’unica giustificazione è il ricorso
alla celebre definizione della sposa nel Cantico dei Cantici: “Nigra sum, sed formosa”, “Sono
nera, ma bella”. Le interpretazioni del passo biblico nel pensiero medievale sono molteplici e si
riferiscono più che alla Vergine, alla Chiesa (di cui peraltro Maria è considerata madre) e
all’umanità.
Nella devozione popolare delle Madonne Nere si celano questioni non solo di ordine religioso o
artistico, ma di valore antropologico, sociale, storico e politico. Non a caso, molti dei santuari sopra
citati sono siti devozionali nazionali, ma anche transnazionali, meta e oggetto di culto di pellegrini e
devoti che vengono da lontano.
In ambito europeo le Madonne Nere costituiscono un comune patrimonio religioso, storico, culturale
e artistico, che può contribuire a farci sentire ed essere sempre più europei non solo nella
condivisione di leggi e progetti. Il Convegno di Oropa e di Crea non ha la pretesa di trattare e
risolvere tutte le questioni enunciate sulle Madonne Nere, ma può rappresentare un significativo
passo verso quell’“unità delle diversità” che non solo richiama il concetto di ecumenismo ma è
anche il motto dell’Europa.
Comitato Scientifico
Dott. Amilcare Barbero, Direttore del Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e
Complessi devozionali europei
Prof. Claudio Bernardi, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Dott. Guido Gentile, già Sovrintendente archivistico per il Piemonte e la Valle d'Aosta
Prof. Piergiorgio Longo, docente ed esperto di storia religiosa
Prof. Stefano Piano, già Presidente del Centro di Scienze religiose dell'Università di Torino
Arch. Paolo Sorrenti, architetto esperto di Sacri Monti