Presa di posizione contro l’ASL. Ricette con una sola prescrizione: la protesta dei farmacisti casalesi
di Pier Luigi Rollino
Un solo farmaco mutuabile per ricetta ad eccezione degli antidolorifici per la terapia del dolore, degli antibiotici iniettabili monodose e delle fleboclisi.
E’ la singolare forma di protesta messa in atto da mercoledì dai farmacisti della provincia di Alessandria. La disposizione scaturisce dalla necessità di tutelare il cittadino, garantendo un servizio di pubblica utilità e consentendo ai farmacisti di far fronte all’acquisto e al pagamento dei farmaci.
«Abbiamo ritenuto opportuno limitare le vendite perché c’è un problema di acquisto del farmaco – spiega Luca Zerba Pagella, presidente di Federfarma Alessandria – in questo modo, con non poche difficoltà, riusciamo a garantire il servizio al cittadino e, al contempo, siamo nelle condizioni di pagare i nostri fornitori. Come ho già avuto modo di esporre, in precedenti interventi, il nostro è un servizio capillare, con molte farmacie che dispensano prevalentemente medicine mutuabili e che già, a causa dei ritardi nei pagamenti da parte dell’Asl, si sono trovate in crisi di liquidità. Quindi per non aggravare ulteriormente queste situazioni abbiamo ritenuto opportuno ricorrere alla consegna di un solo farmaco mutuabile per ricetta. Auspichiamo che la limitazione nella distribuzione sia temporanea e che il nostro servizio possa tornare alla normalità nel più breve tempo possibile – conclude Federfarma Alessandria – in questi giorni abbiamo anche chiesto un incontro al Prefetto, al quale consegneremo la richiesta di procedura di conciliazione e raffreddamento nei confronti dell’A.S.L.-AL, con l’auspicio che si possa addivenire a una soluzione che soddisfi le nostre richieste».
L’obiettivo è il raggiungimento di un accordo tra le parti senza penalizzare i cittadini, salvaguardandoli da eventuali disagi del servizio, causati da un malaugurato ricorso delle farmacie all’astensione dal Servizio Farmaceutico convenzionato».
Il commento dell’ASL
L’ASL, bersaglio della protesta, definisce la situazione «una difficoltà oggettiva da molti mesi legata ai flussi di cassa dell’Azienda sanitaria, che comporta un ritardo nel pagamento dei fornitori».
I farmacisti della provincia di Alessandria, «convenzionati con il Servizio Sanitario Regionale, attendono 2 mesi in più rispetto agli accordi convenzionali per vedere pagate le fatture. La situazione è anche più grave per gli altri fornitori dell’ASL, siano essi le Case di Riposo, le Case di Cura, per non dire di tutti gli altri, che attendono tempi ancor più lunghi per la liquidazione delle fatture. L’ASL sta facendo un grande sforzo per erogare i pagamenti seguendo criteri di equità, senza nessun tipo di accantonamento, tenendo conto anche della situazione di quei fornitori dai quali dipende un rilevante numero di personale subordinato».
La Regione Piemonte ha recentemente richiesto informazioni dettagliate in materia di debito verso i fornitori, distinti per categorie, per individuare le possibilità di soluzione del problema. «La situazione, inoltre, può sembrare contraddittoria rispetto ad una corretta gestione economica, ma è una fatto che queste difficoltà di cassa non trovano riscontro nel bilancio, che è in equilibrio, e che mostra una situazione di pareggio economico dell’Azienda».
La protesta annunciata dai farmacisti, per la consegna ai pazienti di un solo farmaco per ricetta, induce difficoltà a cittadini e medici di famiglia, costringendo gli uni a più frequenti accessi agli studi medici, e gli altri al frazionamento delle ricette. E c’è anche chi, esasperato, ci ha scritto di pubblicare una richiesta ‘provocatoria’: «A chi conoscesse il nome di una farmacia a Casale o dintorni che non applichi la regola della quantità unica e lo rendesse pubblico andrebbe la mia riconoscenza....!».