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  • 01 aprile 2021
  • Casale Monferrato

Intervista

I gatti, una ragazza e le graphic novel: il mondo "comics" di Gea Ferraris

Artista casalese classe 1982

Gea Ferraris è nata a Casale Monferrato nel 1982. Dopo la laurea di primo livello in Architettura lascia l’università per la Scuola del Fumetto di Milano

Sono così appassionato di fumetti che mi sono sposato una fumettista, fosse per me riempierei questa rubrica di gente che disegna. Però dedicare due interviste su 54 ‘artisti in quarantena’ ai comics non mi sembra troppo, soprattutto perché è impossibile ignorare che a Casale, in una casa di via Roma, ci sono due gatti e una ragazza che ha fatto parlare di sé nel mondo delle graphic Novel italiane. Due sono i lavori per cui il suo nome si trova in tutte le librerie italiane: ‘Dissolvenza in bianco’, dedicato al caso Eternit di Casale e ‘Last Goodbye - tributo a Jeff Buckey’, diventato un best sellers per chi ama la musica tradotta a fumetti.

Eppure Gea Ferraris non è una che ama vantarsi, sempre sorridente, sempre pronta a dire “wow” di fronte a ogni novità. “È vero ho l'entusiasmo facile – confessa - i miei amici dicono che sono ‘high on life’. In effetti credo di essere una persona solare, anche se, sotto sotto, sono un po' ansiosa specie quando si tratta di partire”.

Non sembra un gran problema di questi tempi. Ma in effetti conoscendo quanto sia difficile far uscire di casa chi fa fumetti, forse non lo è mai stato. “Sì, anche per me la routine del lavoro non è cambiata quando è arrivato il primo lockdown: la strada è sempre dalla camera da letto allo studio. Però i primi tempi l’ho presa male questa cosa di non poter uscire: non poter condividere un po’ di tempo con i miei amici mi ha destabilizzato. La prima volta che ho potuto rivederli nell’estate del 2020 è stato surreale. Per fortuna tutti stavano bene e anche i miei genitori non si sono ammalati”.

Qualcosa però manca a Gea, qualcosa che manca a tutti gli appassionati di fumetto, figurati a chi i fumetti li fa: le fiere. “L’aspetto promozionale del mio lavoro non ha risentito troppo del lockdown – ci racconta - Last Goodbye era uscito nel marzo del 2019, un anno dopo a febbraio ho fatto in tempo a fare un’ultima presentazione a Bologna, insieme due musicisti che hanno interpretato le musiche di Buckley. Due settimane dopo hanno chiuso tutto. Però anche se in fondo non ne ho mai fatte moltissime, le fiere del fumetto mi mancano da morire, tanto che la notte me le sogno. Davvero sogno di essere al banco a firmare copie. Mi manca conoscere gente, arricchirmi di esperienze che poi diventeranno storie e disegni”.

E comunque non è che Gea in questo periodo se ne sia stata con le mani in mano aspettando l’ispirazione. “Ho appena finito la presentazione del mio prossimo progetto e lo sto mostrando un po’ in giro, sembra che ci sia piuttosto interesse. E’ un fumetto per bambini e ragazzi, la classica storia adatta dai 7 – 12 anni, ma che poi finiscono per leggere anche i grandi, anzi direi che è proprio pensato per una lettura condivisa”.

Bambini? Dopo un cantante morto giovane e l’Eternit? Gea ci sorprende. “In realtà ogni cosa che ho pubblicato è stata molto diversa dalla precedente, per storia e stile e non è la prima volta che lavoro su un’opera per ragazzi. Così quando mi è stato proposto un adattamento a fumetti di un romanzo dell’autrice croata Ljiljana Došen sono stata molto affascinata dall’idea. Mi sono trovata bene a giocare con colori delicati e linee morbide, ne è venuta fuori tutta la mia passione per Miyazaki di cui mi ero innamorata alla scuola del fumetto”.

Ci sarà una ragione se i due gatti di Gea si chiamano Kiki e Jiji come in Kiki consegne a domicilio. “Non sono la sola, a quanto ho letto dall’intervista a Max Ferrigno i suoi si chiamano Kiki e Ponyo”. Insomma, se volete battezzare un animale lasciatevi ispirare dal maestro di animazione giapponese. Gatti a parte, questa ragazza che sembra un po’ la versione a fumetti di Audrey Hepburn in “Colazione alla Supergulp”, ci lascia con una domanda profonda che riassume un po’ il senso di quanto stiamo vivendo. “Mi chiedo quando cominceremo a scrivere storie sulla pandemia. Forse ci vorrà tempo, come per tutti gli eventi traumatici dovremmo aspettare che certe ferite inizino a rimarginarsi per cominciare a raccontarle”.

Gea Ferraris è nata a Casale Monferrato nel 1982. Dopo la laurea di primo livello in Architettura lascia l’università per la Scuola del Fumetto di Milano, diplomandosi nel 2008. La sua prima pubblicazione è stata la graphic novel “Eternit – dissolvenza in bianco”, edita da Ediesse, su testi di Assunta Prato, seguita da tre puntate della versione online di “Davvero” di Paola Barbato; successivamente è stata assistente alle chine di Damjan Stanich sul numero 3 della versione cartacea di “Davvero”, edita da Star Comics.

In seguito ha disegnato “L'appuntamento”, secondo volume di una serie poliziesca scritta da Franco Mazzetta, e due delle nuove storie di Valentina, il personaggio creato da Guido Crepax, su testi di Micol Beltramini, pubblicate sul magazine Lampoon. Ha realizzato la copertina e le illustrazioni del romanzo per bambini “Velike avanture malog Orehovića” (“Le grandi avventure del piccolo Orehović”), pubblicato in Croazia dalla casa editrice Naklada Uliks. Nel 2019 è uscito “Last Goodbye”, biografia a fumetti di Jeff Buckley, di nuovo su testi di Micol Beltramini, edito da Edizioni BD.


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