Rincaro delle mense? I genitori in allarme per un ventilato aumento della tariffa
di Carlotta Demartini
Dopo la bufera sulla qualità dei cibi somministrati agli alunni delle scuole di Casale, nei giorni scorsi alcuni genitori hanno espresso preoccupazione per il possibile aumento della tariffa delle mense stesse.
Nessuna notizia ufficiale è stata diramata dal palazzo del Municipio, ma le famiglie hanno immediatamente utilizzato la piattaforma internet per intavolare discussioni ed evidenziare quanto una situazione di quel tipo avrebbe gravato sulla classe sociale già in difficoltà.
L’assessore alla Pubblica Istruzione Emanuele Capra ha però dichiarato che: «Il problema delle tariffe e della proposta di un eventuale aumento è in discussione in sede di Giunta, ma nulla è ancora stato stabilito».Infatti la decisione dovrà comunque essere determinata con una delibera in seguito all’approvazione del bilancio previsionale in Consiglio comunale.
«Qualsiasi azione - continua ancora l’assessore - sarebbe comunque proporzionata all’aggiornamento ISTAT in virtù del fatto che la nostra è soltanto una partita di giro con l’azienda titolare del servizio.»
Un piccolissimo riequilibrio delle tariffe è in ogni caso previsto dall’amministrazione - ed era già stato preannunciato nell’articolo “La mensa? Un momento che educa alla giusta alimentazione” pubblicato su “Il Monferrato” del 18 dicembre scorso «in conseguenza dell’aumento esponenziale delle domande di sostegno al servizio da parte delle fasce più deboli degli utenti e dalla corrispondente diminuzione di retribuzione dalle fasce abbienti dell’utenza».
L’ordine dell’aumento sarebbe ridotto comunque a pochi centesimi di euro - «4 o 5 al massimo da applicarsi esclusivamente alle tariffazioni più alte» ci rassicura Capra - cifra di non grande entità, ma che consentirebbe il mantenimento del Welfare municipale.
Ad oggi le tariffe applicate a pasto sono le seguenti: 5,20 euro per la fascia di reddito massima, per poi scendere fino all’esenzione completa. Non mancano agevolazioni per chi ha più figli iscritti al servizio.