Articolo »

La messa non convenzionale di don Ciotti: la preghiera in arabo e la Bibbia del barcone della morte

In una notte uggiosa in cui il cielo si vede solo con l’immaginazione, le stelle vengono distribuite dai ragazzi ospiti di Cascina Abele, i quali chiedono di scriverci sopra quali speranze e quali impegni per il 2013. La messa di Natale celebrata da don Luigi Ciotti e quanto di più distante da una celebrazione canonica. E lo si capisce fin da subito, quando a recitare una preghiera rivolta a Dio è un ragazzo musulmano, e che lo fa in arabo. Poi don Ciotti, seguito passo passo dalla Digos per via delle lotte che da anni conduce contro le organizzazioni malavitose, alza al cielo un libro: «Non so di chi sia questa Bibbia, ma so dove è stata trovata. Era sul fondo di un barcone arrivato a Lampedusa al termine di un viaggio costato 64 vite». Sul quel barcone - ha detto don Luigi - «viveva il sogno di un cambiamento che non c’è stato». Alle trecento persone che hanno assistito alla funzione don Ciotti ha chiesto di andare a Betlemme, ma non quella in Cisgiordania, ma nelle Betlemme di oggi, dove trovano dimora gli ultimi, i poveri, gli emarginati perché «i portatori di diversità sono vera ricchezza umana». Un pensiero è andato anche a Casale, «e a tutti quei luoghi in cui l’amianto ha ucciso e continua ad uccidere». Un pensiero alla Nazione: «Oltre il 40% di disoccupazione tra i giovani, maggiori fondi per armamenti e il rinnovamento degli stanziamenti per il ponte di Messina: quali priorità ha veramente questo Paese?» E un monito conclusivo: «Dobbiamo attraversare il deserto dei giorni nostri, siate lievito di speranza».

Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Barbara Marini

Barbara Marini
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!