Lavoro, emergenza sociale. Famiglie e imprese in sofferenza. Il Comune cosa può fare?
di Massimiliano Francia
Voto unanime del Consiglio comunale dopo una lunga discussione nel corso della quale non sono mancate punzecchiature, ma che non ha perso di vista l’obiettivo fondamentale: sfruttare il ruolo istituzionale per affrontare nel modo più concreto e produttivo possibile la grave situazione economica e occupazionale che ha travolto Casale, l’Italia, il mondo occidentale.
Discussione aperta mercoledì sera in Consiglio comunale da un ordine del giorno di Fabio Lavagno che un po’ tutti e lo stesso sindaco Giorgio Demezzi ha ringraziato di avere portato in discussione in aula.
Dati allarmanti, diffusi tanto da sinistra (Davide Sandalo, PD) quanto da destra (Marco Botta), An. Tremila cassaintegrati quasi 400 famiglie in lista di attesa per ottenere un alloggio nelle case popolari.
Una crisi che investe le famiglie per la contrazione dei posti di lavoro e le imprese, che vanno in crisi, muoiono, scompaiono travolte dallo tsunami della crisi e dalla stretta creditizia.
Da Titti Palazzetti un forte richiamo all’enorme costo sociale della crisi che finora è stata un poco contenuta dagli ammortizzatori sociali, ma che rischia nel giro di pochi mesi di far veramente esplodere pesanti fenomeni di nuove povertà e di disagio: «Gli anziani sono fortemente in difficoltà perché le famiglie non riescono più a integrare le rette della case di riposo».
L’attacco alla Giunta
L’attacco forse più pesante alla Amministrazione è venuto da Gianni Crisafulli, che ha ricordato al sindaco gli impegni assunti in campagna elettorale sul tema occupazione affermando che però poi non se n’è fatto nulla: «Nessun incontro con le parti sociali, mai convocata la commissione lavoro sulla crisi. Dalla sua intervista del maggio dell’anno scorso al nulla di oggi c’è di che preoccuparsi...».
Nel pubblico Tonio Anselmo - sindacalista FIM Cisl in prima linea sul fronte della crisi ormai da anni - annuiva: «In un anno non ho mai incontrato l’assessore al Lavoro, non mi ha mai telefonato, non mi ha mai contattato, non lo conosco».
La replica
Accuse rintuzzate da Nicola Sirchia che ha risposto facendo le veci dell’assessore (assente giustificato perché in viaggio di nozze) per ricordare i contatti con gli istituti di credito, l’iniziativa incorso della «Spesa a sei stelle», il rilancio del progetto PIP5 per favorire gli insediamenti industriali e altre cose.
E dallo stesso sindaco Demezzi che non ha raccolto le provocazioni e ha invece lavorato per aggregare il Consiglio comunale attorno a un impegno comune raccogliendo gli stimoli esplicitamente venuti in tal senso da più parti (Ornella Caprioglio, Mariuccia Merlo).
Qualche spunto
Qualche spunto è venuto da Stefano Calvaruso (puntare sul turismo fluviale, ancora tutto da sfruttare), Carlo Caire (battere la via della semplificazione per favorire gli insediamenti), Emanuele Capra (promuovere le eccellenze del territorio), e Titti Palazzetti (un fondo per stimolare la ricerca e l’innovazione delle aziende).
Ma la ricetta è ovviamente tutta da studiare e per questo si è deciso di utilizzare come strumenti la Consulta del lavoro allargata alle parti sociali.
Insomma il compito più difficile inizia adesso.