Era effettivamente un cittadino portoghese e quindi appartenente alla Comunità Europea Antunes Josè Manuel Barata, 43 anni, arrestato a metà aprile dai Carabinieri di Occimiano con l’accusa di essere clandestino e di non avere ottemperato all’ordine di espulsione emesso nei suoi confronti il 4 marzo dal prefetto di Pavia. Cadono così le imputazioni per Barata che si è fatto due mesi e mezzo di carcere per un reato non commesso. Peraltro, dal momento dell’arresto, non ha mai chiarito la sua posizione. Anche durante il processo ha sempre tenuto un comportamento strano al punto che il giudice Enrica Bertolotto aveva disposto una perizia psichiatrica. Inoltre Barata continuava a sostenere, anche con l’interprete, di non capire assolutamente nulla di quanto gli veniva chiesto e al magistrato era sorto il dubbio che stesse fingendo anche perchè con gli stessi dati anagrafici, risultava avere nazionalità marocchina, serba, slovena e paraguayana. Dopo ripetuti solleciti, è giunta finalmente la comunicazione che Antunes Josè Manuel Barata è cittadino portoghese. Così il giudice Bertolotto ha disposto l’immediata scarcerazione. Resta ora da verificare se anche gli altri periodi trascorsi dietro le sbarre - pare addirittura tre anni in tutto - siano conseguenti a condanne per reati dei quali Barata non avrebbe dovuto neppure essere imputato.