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  • 08 novembre 2007
  • Casale Monferrato

«Gendarmi della memoria» e fine di un'amicizia - Botta e risposta Pansa-Sandalo

«Avevo un amico nella mia città, un amico generoso che si dava molto da fare per i libri che andavo scrivendo.... Pensava a tutto lui: l'ospitalità, la sala per l'incontro, il dibattito, l'articolo sul giornale cittadino. Aveva coraggio e non si era fermato neppure davanti a un libro scomodo come 'Il sangue dei vinti'. Scomodo soprattutto per la sua parte politica. Il mio amico infatti non era un uomo di destra, ma un esponente locale dei Ds....». Questo l'inizio di un capitolo di «Gendarmi della memoria» del famoso giornalista e scrittore casalese Giampaolo Pansa che primeggia nelle classifiche librarie. Pansa non fa nomi, ma l'amico è individuabile facilmente in Davide Sandalo, , casalese, assessore provinciale e presidente del circolo culturale Piero Ravasenga. Scrive ancora Pansa che l'amico «dopo l'uscita della 'Grande bugia' sparì... Compresi che la sua scomparsa era il riflesso di un imbarazzo molto forte. Un imbarazzo politico non c'è dubbio....». Davide Sandalo si difende sul nostrogiornale con stile: «In effetti dopo anni di presentazioni molto affettuose e partecipate, lo scorso anno il libro 'La Grande Bugia' a Casale non venne presentato. In punta di piedi, dissimulando, presi atto che non c'era più feeling nei confronti di Giampaolo....». Sandalo parla di critiche (a Pansa) condivise e di «disagio intellettuale perché comunque ogni libro è un valore in sé e dunque è giusto farlo conoscere, a maggior ragione se si tratta del nostro Giampaolo Pansa. Alla fine come l'asino di Buridano ho deciso di non mangiare da nessun sacco e mi sono ritirato pensando di passare inosservato. Purtroppo così non è stato...».

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Federico Nardi

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