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Servono più aiuti per il commercio: «Il Comune tuteli i piccoli di fronte alla grande distribuzione»

Le problematiche legate al commercio sono numerosissime, ma per sostenere i negozianti casalesi «l’amministrazione fa tutto quello che è possibile per legge». Lo ha affermato l’assessore al commercio Augusto Pizzamiglio, in risposta alle richieste dei commercianti cittadini che, giovedì sera, hanno partecipato all’incontro “Il commercio non ha confini”, nella sede del circolo “Amici di Oltreponte”. Alla serata, organizzata e moderata dal consigliere comunale Giuseppe Iurato, sono intervenuti numerosi titolari di attività commerciali, rappresentanti del consorzio Casale C’è e di Confcommercio, il vicesindaco Beppe Filiberti, consiglieri comunali. La finalità del convegno era di individuare criticità per economia e commercio, da sottoporre all’attenzione della giunta. A preoccupare un po’ tutti i piccoli commercianti è sempre la grande distribuzione: in molti vedono una concreta minaccia nei nuovi insediamenti che sorgeranno nell’area ex Demar, a pochi metri da piazza Castello, e nella zona dell’ex Ibl di Oltreponte. Mentre in quest’area sarà costruito un centro commerciale, Pizzamiglio ha assicurato che nell’ex Demar «ci sarà un supermercato (in tutta probabilità Esselunga n.d.a.) di 2500 metri quadri che non potrà essere ampliato. Non diventerà quindi un centro commerciale». Per attrarre più turisti sul territorio, è arrivata la proposta di segnalare le bellezze artistiche e naturali con cartelli autostradali: «È una questione annosa. Per mettere un cartello ci vogliono 20mila euro. Soprattutto in un momento come questo, in cui le risorse sono limitate, si devono valutare le priorità e compiere delle scelte» è la risposta dell’assessore. Un altro interessante suggerimento lo ha portato una residente di Oltreponte: «Sul Parco del Po, di fronte alla Canottieri sulla sponda di Oltreponte, c’è un’area che si potrebbe dotare di servizi come bar e giochi per bambini. Potrebbe diventare un richiamo». Ma, ha replicato Pizzamiglio: «Anche io ci ho pensato quando sono arrivato qui tre anni fa. Però ho scoperto che ci sarebbero problemi con il PAI». Il presidente dell’Unione Commercianti, Stefano Calvaruso, si è fatto portavoce delle esigenze della sua categoria, a cominciare da una maggiore disponibilità da parte delle banche: «Abbiamo bisogno di maggiore accesso al credito. L’amministrazione potrebbe chiedere incontri con i direttori delle banche per sollecitarli». Filiberti ha però precisato che «è comunque la banca a decidere e il Comune non può fare da garante. Per questo ci sono invece consorzi di riferimento». Calvaruso ha poi chiesto che una parte dell’Imu pagata dalla grande distribuzione venga impiegata a sostegno del piccolo commercio, ricordando, inoltre, che «attualmente il Comune ha messo da parte 40mila euro, ricavati dagli oneri di urbanizzazione dei centri commerciali, da destinare allo sviluppo della piccola distribuzione cittadina, come previsto dalla legge regionale». Infine, Calvaruso ha incalzato l’assessore: «Vogliamo sapere cosa può fare l’assessorato al commercio per noi». «Il Comune di Casale ha partecipato a tutti i bandi possibili per il commercio. L’amministrazione fa tutto ciò che è consentito dalla legge per sostenere i commercianti. Era praticamente impossibile fare di più» ha ribattuto l’assessore. C’è stato anche spazio per una querelle, sempre tra Calvaruso e Pizzamiglio, sulle Botteghe Storiche. Il Comune ha destinato 14mila euro a negozi che siano aperti da più di 40 anni e, secondo Calvaruso «questi soldi si potevano utilizzare meglio». L’assessore, al contrario, è convinto che «sia stata una buona idea salvaguardare i negozi di vicinato che da tanti anni faticano ogni giorno».

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Barbara Marini

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