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Una parrocchia per due sacerdoti

Il canonico don Franco Josi, 74 anni, vicario foraneo della vicaria di Cerrina e parroco a Coniolo e Rolasco, è stato nominato, con decreto vescovile del 9 dicembre, legale rappresentante delle parrocchie di Cerrina, Montalero e Montaldo. Con lo stesso decreto, il vice parroco di Cerrina don Désiré Azogou, è stato invece nominato amministratore parrocchiale. La notizia, diramata nei giorni scorsi, era molto attesa in paese poiché, non avendo don Désiré la cittadinanza italiana, si sapeva che, con la morte del canonico don Giuseppe Ferrando, la titolarità della parrocchia sarebbe andata ad un altro sacerdote. «Purtroppo - ha spiegato il cancelliere della curia vescovile don Davide Mussone - non avendo don Désiré la cittadinanza italiana, a norma del concordato tra Italia e Santa Sede, non può assumere la titolarità della parrocchia. Tuttavia con la nomina di amministratore parrocchiale, è andato a don Désiré il giusto riconoscimento al ruolo di vicario parrocchiale che, in 4 anni di attività, ha sempre svolto molto bene a Cerrina con la stima e la fiducia di don Ferrando e dell’intera comunità con i quali ha sempre collaborato». Sostanzialmente non cambierà dunque nulla, don Désiré continuerà a curare tutti gli aspetti pastorali delle tre parrocchie, avendo gli stessi diritti e doveri del parroco titolare, ad eccezione ovviamente, della legale rappresentanza. La scelta di don Josi invece, sarebbe stata effettuata in considerazione del fatto che lo stesso è vicario foraneo della vicaria di Cerrina. Intanto il vescovo Alceste Catella è intervenuto sul caso delle scritte razziste sul muro del Santuario dell’Addolorata che avevano colpito proprio don Désiré (lunedì scorso aveva preso posizione il rettore del Santuario di Crea, mons. Francesco Mancinelli): «Questo fatto mi ferisce profondamente come uomo, come cristiano, come vescovo. Desidero esprimere il mio affetto e la mia solidarietà per don Desirè, di cui conosco la sensibilità e la dedizione pastorale e verso il quale rinnovo la mia fiducia. Esprimo partecipazione nei confronti della comunità cerrinese: sono certo che anch’essa è addolorata per l’offesa arrecata ad un sacerdote amato ed accolto e che ha ben meritato nei mesi di filiale vicinanza all’indimenticabile don Ferrando»

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Federico Nardi

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