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Casale applaude duemila alpini: la sfilata e poi il cippo per i Caduti

«Amore di Patria e senso dell’onore sono valori a torto ritenuti anacronistici. Infatti non passano mai di moda, ma esistono con assoluta certezza e sono radicati nel cuore di tutti noi». Sono state molto efficaci le parole del sindaco della città Paolo Mascarino pronunciate durante la cerimonia di inaugurazione, dopo il restauro, del cippo con i nomi dei casalesi e monferrini caduti nella prima guerra mondiale, posto nei giardini in piazza Martiri della Libertà. L’inno nazionale e il canto “La leggenda del Piave”, interpretati magistralmente dalla Banda Musicale “La Tenentina” di Tigliole d’ Asti durante lo scoprimento del monumento e l’attenti, tributo d’onore ai caduti, avevano già regalato brividi di emozione ai convenuti, sia militari sia civili. «La stele – ha continuato Mascarino – è un omaggio della città al valore e al sacrificio di questi soldati e testimonia il legame del Comune con le loro famiglie che settantacinque anni fa hanno voluto il monumento per ricordarli». L’inaugurazione del cippo, il cui restauro è stato realizzato dall’Amministrazione su segnalazione e interessamento di molti cittadini e dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA) è stata il momento culminante dei festeggiamenti per l’80° anniversario della sezione Alpini di Casale. Tanta gente nelle strade ad attendere e applaudire le penne nere, almeno duemila, giunte anche da varie parti del Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria ed Emilia e numerose le autorità che non hanno voluto mancare all’appuntamento con “i soldati della montagna” che delle attività benefiche e dell’impegno nel sociale hanno fatto il loro cavallo di battaglia. Come ha detto il presidente della Provincia Paolo Filippi «l’alpinità si esprime in modo molto forte in tutte le iniziative a favore dei meno fortunati, attuate a fianco degli enti locali». Il presidente dell’ANA di Casale Gianni Ravera ha letto con commozione dal diario di uno dei caduti, il nonno della moglie, il nome del quale è riportato sulla stele, il brano scritto la notte di Natale del 1917: mentre il cannone non smette di sparare, nella trincea, il desiderio e l’invocazione della pace accomunano padri, madri e figli fra loro lontani. Infine il presidente nazionale ANA Corrado Perrone, a capo per nove anni della sezione di Biella e per due volte membro del consiglio nazionale ha ricordato le cifre dell’Associazione: 380.000 iscritti in tutta Italia e anche all’estero, 320 mila dei quali alpini (i soci a Casale sono 1300) e 60 mila simpatizzanti con 3400 gruppi che operano in tutta Italia dalla Sicilia al Brennero. «C’è molto da fare per la gestione in questi tempi per essere all’altezza della tradizione - ha aggiunto. Noi vediamo nei valori umani il punto fondamentale della nostra esistenza. Poi ci sono la disponibilità dell’associazione e gli uomini che operano. Bisogna tener viva, alimentare la forza dell’ANA. Essa non può e non vuole vivere di ricordi che sono però la spinta per l’azione. Tale deve rimanere altrimenti verrà snaturata e perderà la sua consistenza». Ha coordinato le varie fasi della cerimonia il vice presidente nazionale Carlo Bionaz. Gli alpini si sono quindi trasferiti alla sede della Pro Loco di San Giorgio per il pranzo sociale che ha completato la manifestazione. I festeggiamenti per “il compleanno” della sezione casalese erano iniziati sabato con la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria alla Brigata Alpina Taurinense di cui hanno fatto parte quasi tutte le penne nere monferrine. Prima dell’inaugurazione della stele c’era stata, la grande sfilata per le vie della città di rappresentanti delle varie sezioni con i loro gagliardetti.

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Barbara Marini

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