ANIME IN CARPIONE Romanzo "culinario" di Paolo Ferrero
La nostra società vista tra i fornelli sporchi e le elaborate ricette di un ristorante del centro di Torino. Il primo romanzo dell'autore offre uno spaccato piuttosto irriverente del mondo legato alla gastronomia, spesso esaltato oltre misura.
Un romanzo «culinario», sarcastico e graffiante, che spadella una riflessione semiseria sul sussiegoso mondo del Mangiare e del Bere e forse anche sulla nostra società bulimica, non esente in questo settore dalle "mode" o "tendenze" che dir si voglia, che riempie con il cibo il vuoto che ci circonda.
Sfruttando la propria cultura ed esperienza enogastronomica maturata per anni nel ristorante di famiglia che ha gestito nell’astigiano, Paolo Ferrero ambienta il suo Anime in carpione (Mursia, pagg. 180; euro 15,00) nel retro cucina di un ristornate nel centro di Torino, tra fornelli sporchi e puzzo di fritto, tra ricette pretenziose e la goffaggine dei clienti e mette in scena con sapida ironia le storie di piccola comunità di umane caricature raccontate mentre affogano in una grottesca brodaglia, acida e unta, alla vana ricerca di un «ingrediente» che ne riscatti l’esistenza.
Leo – il bravissimo chef – è trasandato, passionale e marxista. La Franca – l’aiuto cuoca – è «zoccola per vocazione». Manuela è invece una giornalista gastronomica saccente, «doverista e lasciva». Piero – il cinico maître che mette in fila queste vite sgangherate – vuole fare le cose in grande, trasformare il locale in un ristornate trendy capace di coniugare tradizione e creatività ma, soprattutto, guadagnarsi in tutti i modi la «prestigiosa Stella Michelin». Mentre i sentimenti di Leo sfrigolano (non corrisposti) dietro le gonne di Franca, l’atmosfera si surriscalda, il locale impazza e ha fortuna anche presso i critici non solo perché il collaboratore di un noto bollettino culinario è conquistato dal menu ma, anche, perché la sua direttrice è sedotta dal nostro dinamico chef…
Paolo Ferrero, torinese, è nato nel 1965 e per molti anni ha gestito il ristorante di famiglia "Canestrello d'Oro" a Cinaglio, piccolo paese dell’Astigiano.
È autore di alcuni libri enogastronomici sulla cucina locale: Monferrato
mio!, I figli del fulmine, Quando la barbera era nera... e La salsa del diavolo, dedicato all’opera dello scrittore albese Beppe Fenoglio. Anime in carpione è il suo primo romanzo.
Si prosegue Sabato 2 febbraio alle 21,30 con i
MASCARA E LA LORO NEW WAWE
I MasCara nascono nel 2007. Il loro obiettivo è quello di aprirsi un varco tra il mondo della musica indipendente e quello della tradizione rock italiana. Nessuno schieramento, nessuna appartenenza. Il romanticismo a cui si riferiscono è pregno di quell’epicità semplice, ingenuamente disincantata ed ambiziosa.
La loro musica si sposa con i riferimenti del passato e del presente, avanti e indietro sulla linea del tempo, per raccogliere il testimone di gruppi storici italiani come Diaframma, Litfiba e Scisma, attingendo anche dalla Gran Bretagna di Cure, Joy Division ed Editors, fino al Canada degli Arcade Fire.
Solo storie ed esplosioni. I MasCara sono sognatori lucidi alla ricerca dell’eternità e le loro canzoni rappresentano punti di vista e sensazioni, ma anche stati emotivi primordiali, il più delle volte veicolati per mezzo di racconti o miti. Il tentativo è sempre quello di portare alla luce i rapporti umani e gli stati dell'anima comuni a tutti gli uomini e le donne.
Nel 2012 ecco il loro primo album “Tutti usciamo di casa”.
Si termina Domenica 3 febbraio alle 19,00 con una vecchia conoscenza di Pantagruel
GIANCARLO FRIGIERI, il più indipendente dei cantautori italiani
Giancarlo Frigieri nasce il 26/07/1972 a Sassuolo. Nel 2009 realizza il suo primo album in italiano, dal programmatico titolo de “L’età della ragione”. Il disco vince il Premio Italiano Musica Indipendente 2009 come “Miglior album autoprodotto”. I riscontri si fanno ancora più consistenti con il seguente “Chi ha rubato le strade ai bambini?” del 2010, uscito anche su vinile 180 grammi, al quale fa seguito l’inclusione nella compilation del Club Tenco di Sanremo de “La leva cantautorale degli anni zero” (AlaBianca/Warner) con l’inedito “Il funerale delle parole”.
Nel 2011 Frigieri torna con “I sonnambuli”, al quale fa seguito una annata fortunata ricca di concerti e riconoscimenti. Nel 2012 è il turno di “Togliamoci il pensiero”, licenziato per la Controrecords/New Model Label. Il disco ha ottenuto notevoli recensioni ed è stato supportato da una singolare iniziativa promozionale. Al posto delle consuete interviste per la carta stampata, Frigieri ha iniziato a “intervistare alla rovescia”, in pratica chiamando lui i giornalisti interrogandoli sul disco in questione. Nel corso di una carriera ultradecennale Frigieri ha diviso il palco con personaggi del calibro di Chris Eckman, J Mascis, Giant Sand, Fairport Convention, Califone, Takamine, Dianogah, Zu, Max Gazzè, Nada, Offlaga Disco Pax, Le Luci della Centrale Elettrica, Baustelle, Dente e tanti altri. Frigieri si presenta sul palco in perfetta solitudine, accompagnato solo dalla sua chitarra e dai suoi innumerevoli effetti a pedale, a garantire (grazie anche ad una vena decisamente istrionica) uno spettacolo decisamente superiore al solito menestrello triste con la chitarra.