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Le colline monferrine inserite nel patrimonio Unesco?

Con l’avvio del nuovo anno prosegue il lungo percorso verso la prestigiosa candidatura dei “Paesaggi vitivinicoli tipici del Piemonte” per la World Heritage List dell’Unesco (Lista del Patrimonio dell’Umanità - che comprende sia i beni culturali, che i siti naturali e i siti “misti”, frutto dell’azione combinata della natura e dell’uomo). In provincia, presso l’Assessorato della Pianificazione del territorio, si stanno infatti svolgendo gli incontri con i sindaci delle zone coinvolte, i rappresentanti delle associazioni di categoria agricole per la definizione delle aree e dei confini del sito e la verifica degli strumenti di tutela, della pianificazione paesaggistica e urbanistica per una perfetta conservazione del paesaggio e di una riqualificazione delle aree degradate. E in atto infatti la definizione della bozza normativa in merito alla direttive e le prescrizioni che dovranno essere percepite dagli strumenti urbanistici locali che riguarderanno sia le aree insediative che le aree rurali. In provincia di Alessandria si sono definite intanto le tre aree interessate: il Monferrato (area del Grignolino e del Barbera del Monferrato); l’Acquese (Area del Moscato); l’Ovadese (Area del Dolcetto d’Ovada). Ogni zona sarà suddivisa in “core zone”, le aree di eccellenza, cioè quelle aree in cui la coltivazione della vite è storicamente consolidata, dove si ha una produzione di eccellenza, caratterizzate da integrità dei valori paesaggistici e dalla presenza di beni di interesse storico-culturale in ottimo stato di conservazione - e in buffer zone, le aree tampone che garatiscono un ulteriore livello di protezione al sito Unesco. Nel Monferrato casalese si è definito il perimetro dell’area d’eccellenza che vede Vignale proprio al centro. Coinvolti anche i Comuni di Olivola, Frassinello, i paesi di Camagna, Cella Monte e Moleto di Ottiglio. Entusiasta il sindaco di Vignale, Tina Corona che commenta: «È una grande soddisfazione per il Comune di Vignale che in questo progetto riconosce le grandi potenzialità promozionali e di crescita per il nostro territorio che non ha altre possibilità di crescita economica. Esser parte di un sito Unesco farà certamente crescere il valore abitativo e delle nostre terre». Ma c’è chi mugugna: infatti si sono registrate qualche perplessità da parte di alcuni sindaci e rappresentanti di associazioni di categoria timorosi che le norme possano registrare limiti d’azione e intervento nel propri ambiti territoriali. Intanto le prossime scadenze dell’iniziativa prevedono entro febbraio l’avvio delle azioni di accompagnamento all’iter di candidatura e entro luglio la revisione della bozza sulla base di eventuali osservazioni ministeriali.

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Federico Nardi

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