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Emergenza

Marzo 2020-2021 un anno vissuto con il dramma

L’esperienza al Santo Spirito

I viveri consegnati nel marzo 2020 al personale del Santo Spirito

Un anno di covid-19: marzo 2020 marzo 2021, un anno è passato dall‘inizio della pandemia,  tanti amici e conoscenti ci hanno tragicamente  lasciato, abbiamo superato le 100.000 vittime in Italia. E’ Pietro Calonico che rievoca il tragico anno vissuto con l’emergenza sanitaria: «Un anno è passato, vaccini con il contagocce, ristori in ritardo o ridicoli, diritto all‘istruzione negato, donne costrette a scegliere se lavorare o accudire bambini a casa, tanti commercianti hanno chiuso la propria attività,  un anno fallimentare. Nonostante la politica abbia fatto di tutto per attaccare in questi anni la sanità nel nostro paese con 10 anni di tagli scellerati alla spesa sanitaria,  le eccellenze professionali ed umane dei nostri ospedali non si sono risparmiati, dimostrando il loro valore, di conoscere il loro mestiere e di saperlo fare bene con abnegazione».

Aggiunge Calonico: «Un anno in cui gli ospedali hanno cambiato forma ogni volta, nulla avrebbe potuto prepararci ad un’emergenza sanitaria di queste dimensioni ma, nonostante tutto, il personale sanitario ha dimostrato di essere sempre pronto anche a discapito delle proprie vite, 75 mila contagiati, oltre 300 medici e più di 80 infermieri morti. Questo è il tragico bollettino degli operatori sanitari deceduti, li portiamo uno per uno nei nostri cuori. Anche il nostro Ospedale ha reagito con una forza ed un energia incredibile.Tutto rivoluzionato, rimodellato, dalle aree di degenza a quelle di passaggio, ha ospitato pazienti anche da altre città soprattutto Torino. Ognuno ha cercato di dare una mano nel periodo di pandemia, Forze dell‘ordine in testa, protezione civile, volontari, associazioni. Nel nostro piccolo, con l‘Associazione Pandora Onlus abbiamo per qualche mese contribuito ad alleviare le stressanti giornate lavorative dei nostri infermieri e medici  con viveri ai reparti in trincea. Brioches, frutta, pizze, hamburger,  colombe ed uova di Pasqua, tanti amici si sono resi disponibili e ci hanno aiutato». Un impegno che per oltre due mesi ha assunto i connotati di una catena di solidarietà per corroborare il personale durante l’emergenza sanitaria».


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