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Sanità

«Su Casale Monferrato e Acqui Terme la Regione faccia chiarezza. Una fondazione pubblica gestisca l’Irccs»

Interviene il consigliere regionale, Domenico Ravetti

Il vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Ravetti chiede chiarimenti sull’IRCCS Alessandria-Casale e sul trasferimento del “Monsignor Giovanni Galliano” all’Azienda Ospedaliera universitaria di Alessandria

«Se oggi l’ospedale di Alessandria è riconosciuto come IRCCS-Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, la ragione è da individuarsi nella tragica vicenda che ha fatto di Casale Monferrato il simbolo della lotta al mesotelioma. Per questo, l’IRCCS si chiama Alessandria-Casale Monferrato. O così dovrebbe chiamarsi; infatti, sulla Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale reca solo il nome di Alessandria e non anche quello di Casale Monferrato. Pertanto, chiediamo all’assessore alla Sanità un impegno preciso, affinché Casale Monferrato diventi con certezza sede di un centro di ricerca contro il mesotelioma a livello internazionale. Il progetto dell’IRCCS è stato un risultato importante per il nostro territorio e non può non tenere a bordo anche Casale Monferrato».

Lo afferma il consigliere regionale Domenico Ravetti (Pd). «Ma c’è una seconda nube che si addensa sulla sanità alessandrina ed è quella relativa all’ospedale di Acqui Terme: avevamo chiesto alla Giunta regionale di verificare, entro il 31 dicembre 2026, l’opportunità del trasferimento all’AOU di Alessandria. Su questo fronte ad oggi tutto tace e se ci sono intoppi di natura amministrativa l’assessore deve dircelo. Infine, siamo convinti che l’IRCCS debba essere gestito da una fondazione, come accade in Lombardia, perché questo genererebbe vantaggi, e la fondazione dovrà garantire un ruolo da protagonista a tutto il Piemonte. Aspettiamo risposte precise e concrete da parte dell’assessore».


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Barbara Marini

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